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Il SALVA compie 20 anni, e lancia un monito: «Meno della metà degli infartuati chiama l’ambulanza»
© Chiara Zocchetti
© Chiara Zocchetti
Redazione
15 ore fa
Il SALVA celebra 20 anni tra prevenzione e formazione: interventi in forte aumento e ruolo sempre più centrale nella gestione delle emergenze sanitarie.

Il Servizio ambulanza Locarnese e Valli (SALVA) celebra i suoi vent’anni con una serie di iniziative dedicate alla prevenzione e alla sensibilizzazione sulle emergenze sanitarie. A spiegarlo è il direttore operativo Michel Ceschi, intervenuto a Ticinonews. «Fino a vent’anni fa esistevano due consorzi, quello di Ascona e quello di Locarno, che si sono fusi: il 3 ottobre 2005 è stato costituito il SALVA. L’attività è poi iniziata il primo gennaio 2006», ricorda Ceschi. Per celebrare l’anniversario è stato allestito un programma di eventi, consultabile online, con diverse iniziative già svolte e un appuntamento centrale in agenda: «Il nostro evento principale si terrà sabato 3 ottobre. Organizzeremo una giornata di porte aperte nella nostra sede, con un momento ufficiale, visite guidate, un pranzo offerto, concerti e attività per famiglie e bambini».

Prevenzione e formazione

Accanto agli aspetti celebrativi, il SALVA punta molto anche sulla prevenzione e sull’informazione. Tra le proposte figurano due conferenze pubbliche dedicate a infarto e ictus, con l’obiettivo di aiutare la popolazione a riconoscere i segnali e reagire correttamente. «È importante riconoscere cosa sta succedendo, ad esempio il classico peso sul petto per l’infarto, e sapere come comportarsi», sottolinea Ceschi. «Meno della metà delle persone che subiscono un infarto chiama l’ambulanza: molti si recano in ospedale con i propri mezzi, ma questo può essere rischioso anche perché si potrebbe arrivare nella struttura sbagliata». 

Decisivo il ruolo dei soccorritori

Il ruolo dei soccorritori è infatti decisivo: «Quando arriviamo sul posto possiamo effettuare diagnosi precise, ad esempio con un elettrocardiogramma che inviamo al cardiocentro. In questo modo portiamo il paziente direttamente nel luogo giusto, guadagnando tempo prezioso». Negli ultimi vent’anni il lavoro del servizio è cambiato in modo significativo, sia sul piano tecnico sia organizzativo. «C’è stata un’importante evoluzione medico-tecnica e una forte professionalizzazione. Oggi su ogni ambulanza ci sono sempre due soccorritori professionisti», spiega Ceschi.

Volumi di attività in crescita

A crescere sono stati anche i volumi di attività: «Nel 2006 abbiamo registrato circa 4'100 interventi. Nel 2025 siamo arrivati a oltre 6'100: un aumento di circa duemila interventi all’anno». Un incremento che comporta nuove sfide: «Aumenta il lavoro dietro le quinte, dalla manutenzione dei mezzi alla gestione amministrativa, così come l’usura delle attrezzature». Un’evoluzione che riflette il ruolo sempre più centrale del servizio di soccorso nel sistema sanitario del territorio.