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Ticino
Il salto della quaglia di Ticino Turismo
Redazione
12 anni fa
Lorenzo Quadri rivendica il ruolo dell'atto di forza del 6 luglio 2012 nella riforma della Legge sul turismo. "Evidentemente non si trattava di fregnacce"

Attenzione ai gattopardismi, scrive il municipale di Lugano Lorenzo Quadri in un'opinione pubblicata oggi sul Corriere del Ticino.

Il capodicastero turismo della Città di Lugano si riferisce alla radicale riforma del turismo ticinese, approvata lo scorso 25 giugno dal Parlamento cantonale, con la quale gli attuali 10 enti turistici verranno accorpati in sole 4 organizzazioni turistiche regionali.

Quadri saluta con favore questa riforma dell'organizzazione diretta da Elia Frapolli, ma ricorda che "il rischio gattopardesco del cambiare tutto affinché nulla cambi è sempre in agguato". A suo dire occorrerà essere molto vigili sul passaggio di consegne tra l'attuale ente turistico ticinese e la nuova Azienda turistica ticinese. "In particolare il trasferimento 1:1 del personale del vecchio ente alla nuova azienda, da questo punto di vista può rappresentare un problema, visto che i compiti cambiano" scrive il municipale di Lugano.

Poi Lorenzo Quadri precisa alcuni aspetti della "riforma pacifica" del turismo, che a suo dire qualcuno sta cercando di interpretare a proprio favore.

"Rivoluzione sì, pacifica forse un po' meno" scrive il municipale di Lugano. "E qui è forse il caso di ricordare un paio di cosette a quanti si stanno facendo belli con le penne del pavone, appropriandosi di meriti non loro."

"In effetti la nuova legge deve la sua forma allo strappo fatto dagli enti turistici di Lugano e Locarno il 6 luglio 2012: all'assemblea di Ticino Turismo i due principali enti regionali in segno di protesta ritirarono la candidatura dei rispettivi presidenti al CdA dell'ETT" scrive Quadri. "Infatti la riforma della legge stava andando in tutt'altra direzione, ossia verso il potenziamento dell'ente cantonale e l'esautorazione di quelli regionali, che rischiavano di trovarsi a fare i gestori di sportelli, con tutte le competenze operative e strategiche - e le relative risorse - centralizzate a Bellinzona."

"L'atto di forza del 6 luglio 2012 - che naturalmente in sede cantonale non piacque affatto - impose un cambiamento di rotta a 180 gradi, invertendo i termini della riforma della Legge sul turismo" prosegue Quadri. "I punti principali della nuova legge sono stati elaborati sulle rive del Ceresio e condivisi con Locarno. Evidentemente non si trattava di fregnacce, visto il consenso pressoché unanime che hanno riscosso. Al punto che in sede DFE ed ETT, visto il vento che tirava, hanno fatto in fretta a fare il salto della quaglia e a salire sul carro, presentando il concetto come proprio."

"Hanno voltato bandiera quando si sono resi conto di non avere i numeri per opporsi. Le loro intenzioni, però, erano di tipo diametralmente opposto, e in tale direzione sarebbe andata la nuova legge senza lo strappo del 6 luglio 2012" conclude Quadri. "Una data, questa, che segna dunque una pietra miliare nel mondo turistico ticinese."

Ticino Turismo, da noi contattato per una replica alle dichiarazioni di Quadri, ci ha riferito di non voler rilasciare alcun commento.

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