
Per sottolineare l’importanza del salario minimo per le donne, il Gruppo USS (Unione sindacale svizzera) Ticino e Moesa ha animato, sabato 26 aprile, una bancarella in Piazzale alla Valle a Mendrisio e ha scritto sul piazzale la cifra 4 mila con gli oggetti della vita quotidiana e professionale delle donne.
"Donne che spesso, rispetto agli uomini, devono assumersi doppi e tripli ruoli" sottolinea l'USS. "Che spesso, rispetto agli uomini, subiscono gravi discriminazioni salariali. E alle quali – a giudicare da alcuni tenori della politica e dell’economia - viene negata l’autodeterminazione, qualificando i salari femminili, “salario accessorio” o “argent de poche”."
Alla manifestazione, che ha suscitato la curiosità dei passanti, erano presenti le organizzatrici Linda Cortesi, sindacato VPOD e presidente del Gruppo Donne USS Ticino e Moesa; Laura Calebasso, sindacato VPOD; Roberta Bonato Knuchel, sindacato UNIA; Françoise Gehring, Sindacato del personale dei trasporti (SEV)
"L’immagine antiquata della donna e del ruolo della donna, è stata maldestramente riproposta dal direttore dell’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM)" scrive oggi l'USS in un comunicato. "Hans-Ulrich Bigler, nella foga di contrastare l’introduzione del salario minimo di 4 mila franchi, ha dichiarato che i salari femminili sono solo un “argent de poche” a complemento del salario maschile. Una dichiarazione anacronistica che ha purtroppo fatto scuola negli ambienti conservatori e che è stata riproposta a più riprese. Per il signor Bigler va bene così, convinto come è che i salari bassi delle donne si giusitificano perché salari accessori."
"Per Biegler, evidentemente, l’autonomia e l’autodeterminazione della donna sono concetti fuori dalla sua visione del mondo" prosegue l'USS. "Si dimentica che nel 1981 il popolo svizzero ha iscritto nella Costituzione federale il principio dell’uguaglianza tra donne e uomini e che il primo luglio 1996 è entrata in vigore la Legge federale sulla parità tra i sessi. Fa finta di non vedere che le discriminazioni salariali colpiscono gravemente le donne."
"Le cifre sono incontrovertibili: in Svizzera ben 330'000 dipendenti guadagnano meno di 22 franchi all’ora o meno di 4000 franchi per un impiego a tempo pieno. La maggior parte delle persone – ben 230'000 – che percepisce salari così bassi, sono donne. In Svizzera, infatti, una donna attiva su otto guadagna meno di 22 franchi l’ora, rispetto ad un uomo su venticinque" conclude l'USS. "Per le donne il salario minimo rappresenta un piccolo ma concreto passo verso quella la salariale, quella parità salariale negata alle donne da ormai troppo tempo!"
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