
Il salario del già cancelliere dello Stato Giuseppe Gianella deve essere pubblico. Questo, in sostanza, quanto stabilito dalla Commissione cantonale per la protezione dei dati e la trasparenza nell'accogliere il ricorso del deputato del Movimento per il socialismo Matteo Pronzini dopo il 'niet' del Governo alla sua richiesta, avanzata nel maggio 2018.
Il Consiglio di Stato, ha anticipato oggi il Caffè, deve quindi consegnare la risoluzione governativa dove è stato deciso l’aumento del 4 per cento (nel 2014) dello stipendio dell’ex cancelliere. Dopo diversi no, anche attraverso una risoluzione governativa dell’agosto dell’anno scorso, Pronzini in aprile si era rivolto alla Commissione cantonale presieduta dal pretore e docente universitario Francesco Trezzini, che stavolta gli ha dato ragione.
Il Governo, lo ricordiamo, aveva negato l’accesso alla documentazione per due motivi principali, dedotti da una interpretazione della legge sulla trasparenza dello Stato. Il primo era che gli atti che riguardano il personale sono esclusi dalla normativa, il secondo che "il diritto di accesso a un documento ufficiale può essere negato a tutela di un interesse pubblico o privato preponderante se può ledere la sfera privata di terzi".
La Commissione ha tuttavia ritenuto che si debba garantire la massima informazione dell’opinione pubblica. La domanda di accesso ai documenti sulla remunerazione di Giampiero Giannella, dunque, non investe "la sfera privata e familiare dell’interessato bensì il suo ruolo istituzionale".
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