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Ticino
Il ritorno delle liste congiunte
Il ritorno delle liste congiunte
Il ritorno delle liste congiunte
Redazione
9 anni fa
Un gruppo interpartitico di deputati chiede una reintroduzione della possibilità di congiunzione per tutte le elezioni

Sette deputati, attraverso un'iniziativa parlamentare generica, tornano a parlare della possibilità di congiunzione delle liste, eliminata nel 2002 per impedire determinate congiunzioni partitiche.

Secondo Lara Filippini (UDC-LaDestra), Gabriele Pinoja (UDC-LaDestra), Tiziano Galeazzi (UDC-LaDestra), Boris Bignasca (Lega), Francesco Maggi (Verdi), Gianrico Corti (PS) e Carlo Lepori (PS) "togliendo tale possibilità, si sono in un certo qual modo obbligati i partiti a presentare una lista unica – in caso di volontà di unirsi – impedendo di conseguenza a ognuno di loro di mantenere le proprie peculiarità".

Un cambiamento voluto, sottolineano gli iniziativisti, per "impedire congiunzioni di carattere esclusivamente tattico, come per esempio la lista comunale a Lugano PPD-PS nel 2000", ma "per le le elezioni nazionali tale “veto” non esiste e non risultano scompensi". Inoltre, aggiunge il gruppo di parlamentari, "il vantaggio della congiunzione delle liste non è solo in termini di distinzione politica e di trasparenza verso il proprio elettorato di riferimento. Infatti, entrambi gli schieramenti politici che vorranno presentarsi assieme pur mantenendo le proprie caratteristiche, potranno beneficiarne senza che il partito con più seguito ne tragga vantaggi in maniera maggiore rispetto a quello con cui si congiunge".

In ragione di tutte queste motivazioni, si chiede una modifica della Legge sull’esercizio dei diritti politici, con la "reintroduzione della possibilità di congiunzione delle liste nelle candidature per l’elezione di Municipi, Consigli Comunali, Gran Consiglio e Consiglio di Stato." Per Filippini e i suoi colleghi infatti "i tempi siano maturi per un cambiamento, o meglio, un ritorno alle origini". 

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