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Ticino
Il «ritorno» dell'acqua per dare ossigeno ai ticinesi
Redazione
un'ora fa
«L'acqua è di tutti. Meno costi per i ticinesi». L'iniziativa lanciata dal Centro mira ad alleggerire le bollette dell'elettricità di famiglie e aziende

Per decenni le valli ticinesi hanno messo la propria acqua a disposizione della produzione elettrica, sacrificando il paesaggio, prosciugando i fiumi a beneficio degli interessi d'Oltralpe. Tra il 2035 e il 2048 però scadranno le concessioni sottoscritte 80 anni fa con i cantoni della Svizzera tedesca e, attraverso le cosiddette riversioni, il Ticino non solo riprenderà il controllo della propria energia idroelettrica, ma incasserà introiti milionari. Un'opportunità da cogliere per il Centro, che con un'iniziativa chiede che questi milioni «entrino direttamente nelle tasche dei cittadini e delle aziende attraverso una riduzione del costo dell'elettricità. E non per coprire i deficit del Cantone», spiega il presidente Fiorenzo Dadò e il capogruppo Maurizio Agustoni. Un principio ribadito anche dai deputati Michel Tricarico e Paolo Caroni, con quest'ultimo che mette l'accento sui continui rincari che toccano i privati e con la necessità di sgravare le bollette.

Alleggerire la bolletta

Il principio è chiaro, le modalità tuttavia rimangono da chiarire. Il quadro legislativo in costante evoluzione e l'orizzonte temporale hanno imposto il lancio di un'iniziativa popolare legislativa generica. Qualche idea però - illustra Agustoni - già c'è. «Si potrebbe immaginare che alcune voci della bolletta elettrica, per esempio quelle relative ai fondi per energie rinnovabili, vengano assunte direttamente dal cantone e quindi dedotte dalla bolletta dell'elettricità».

Ridare qualcosa alle valli

Un atto dovuto - è stato spiegato in conferenza stampa - da un lato per aiutare famiglie e aziende ticinesi schiacciate dall'aumento dei costi, dall'altro nei confronti di quelle comunità montane che già Plinio Martini descriveva come disastrate dalla presa totale delle acque. «A quell'epoca hanno fatto la battaglia contro la fuga di questa risorsa verso la Svizzera interna. Ora che questo valore ritorna in Ticino vogliamo che ne beneficino tutti i ticinesi», argomenta Caroni, spalleggiato da Dadò: «Tutti vedono le dighe, tutti vedono i fiumi asciutti. Adesso finalmente si potrà ridare qualcosa a chi ha dato tanto agli interessi nazionali».

Asciutto il Soladino, il greto della Maggia pulito come un cranio, sotto il ponte di Bignasco uno stagno melmoso e graveolente: quando un po' d'acqua scorre sotto quello di Visletto somiglia il piscio di una vacca lungo la carraia.
Plinio Martini