
Se in un determinato anno i premi incassati da una cassa malattia in un Cantone sono nettamente superiori ai costi, l'anno successivo l'assicuratore potrà (ma non dovrà) operare una compensazione. È quanto deciso oggi dal Consiglio nazionale affrontando la Legge sulla vigilanza sull'assicurazione malattie (LVAMal). La versione approvata in precedenza dagli Stati prevedeva invece una garanzia di compensazione l'anno successivo.
Un obbligo per l'assicuratore di rimborsare parte dei premi sarebbe contrario al sistema, ha affermato Ignazio Cassis (PLR/TI). Tale eventualità obbligherebbe anche gli assicurati che non hanno pagato abbastanza a versare a posteriori la quota che manca a coprire i costi, ha spiegato il ticinese.
In base alla soluzione adottata oggi, l'assicuratore dovrà ottenere il via libera dall'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP). Il rimborso sarà effettuato l'anno successivo a tutti gli assicurati che hanno pagato troppo, anche se nel frattempo hanno cambiato cassa o traslocato in un altro cantone.
L'autorità di vigilanza, l'UFSP, potrà comunque negare l'approvazione dei premi se questi superano "in modo inadeguato" i costi. In tal caso l'Ufficio potrà ordinare i provvedimenti da prendere.
Qualora l'UFSP dovesse optare per un abbassamento delle tariffe, in caso di ricorso sarà applicato provvisoriamente il premio più elevato tra quello deciso dall'autorità di vigilanza e quello richiesto dall'assicuratore. Tali premi provvisori potranno essere resi pubblici soltanto se verrà esplicitamente indicato che non sono ancora stati approvati. La proposta della sinistra di vietare la pubblicazione delle tariffe non definitive - soluzione per altro proposta dal Consiglio federale e già approvata dagli Stati - è stata respinta con 126 voti a 62.
Contrariamente al governo e alla Camera dei Cantoni, la Camera del popolo non vuole neppure dare la competenza all'esecutivo di intervenire contro la pubblicità telefonica. Secondo la maggioranza, il settore deve risolvere il problema autonomamente.
Il dossier torna al Consiglio degli Stati per l'esame delle divergenze.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

