
Il Movimento per un carnevale libero, nato a Bellinzona per contrastare "la dittatura del Rabadan" (vedi articolo), si è visto respingere il ricorso presentato al Consiglio di Stato contro la decisione del Municipio di Bellinzona relativa all'accesso alla "Città del carnevale", alla videosorveglianza della manifestazione e al regolamento per gli spacci di vendita su area pubblica. Nato dai malumori di cittadini esasperati dalle numerose restrizioni che i cittadini di Bellinzona patiscono durante il Rabadan, il Movimento aveva già denunciato con uno scritto al Municipio diversi aspetti a suo dire critici. "Per accedere alla città del carnevale bisogna pagare un pedaggio imposto indistintamente a chi interessa il carnevale e a chi invece non ne usufruisce" scrivevano. Aggiungendo poi che "sarebbe una limitazione della privacy l'obbligo, per chi vuole entrare in città per motivi professionali, di annunciarsi entro metà gennaio al Municipio, per iscritto, dando le spiegazioni del caso". Il Movimento contestava inoltre la delega concessa alla società Rabadan di concedere i permessi per i venditori ambulanti all'interno del perimetro del carnevale. Permessi che, secondo il Movimento, dovrebbero essere di competenza del Municipio. Tutta una serie di lamentele che, tramite un ricorso, erano state esposte anche al Consiglio di Stato. Ma, come pubblicato oggi sul Foglio ufficiale, il Governo l'ha giudicato irricevibile. Il Rabadan, almeno per quest'anno, può tirare un sospiro di sollievo, mentre i cittadini del Movimento - purtroppo per loro - il sospiro di sollievo lo potranno tirare solo alla fine della manifestazione.
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