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Ticino
Il ricordo di Tita Carloni
Redazione
14 anni fa
Mario Botta, Werner Carobbio, Greta Gysin i ricordi di chi lo ha conosciuto come architetto, politico, uomo

La scomparsa di Tita Carloni ha inevitabilmento suscitato molte emozioni sia nel mondo politico, ma anche in quello culturale. Le testimonianze e i ricordi dei coloro che gli sono stati vicini, da amici, da alleati, da avversari. Carloni, oltre che architetto, era stato uno dei fondatori del PSA. Inevitabile quindi il ricordo politico, come quello di Werner Carobbio che lo ha definito “un maestro”, ricordando come, seppur convinto delle idee, non accettava sempre “le tesi così facilmente” volendo sempre approfondire i temi. Sui media oggi si possono leggere anche le testimonianze di chi lo ha conosciuto professionalmente, come Mario Botta che ricorda il suo impegno nell’Università di Ginevra, come direttore della Scuole di Architettura. Un’esperienza, secondo Botta, che lo ha visto nel ruolo istituzionale di direttore, e che lo porta a “confrontarsi o scontrarsi” con le proteste studentesche che in quegli anni stavano montando in tutta Europa. Lascerà Ginevra "scontento", dice ancora Botta, rendendosi conto che i cambiamenti non si possono fare dall'interno delle istituzioni. Mario Botta lo ricorda anche come una persona “brillante, acuto, che ha personificato bene la sua generazione. Un vero intellettuale che avrebbe potuto fare anche altri lavori".Ci sono anche i ricordi di chi, come Carloni, è di Rovio. Ecco quello di Greta Gysin su Facebook. "Che bello quando da bambini ci intrufolavamo nel tuo ufficio per farci raccontare le leggende di Rovio... ciao Tita, buon viaggio".

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