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Ticino
"Il raddoppio PLR non è per niente fantapolitica"
"Il raddoppio PLR non è per niente fantapolitica"
"Il raddoppio PLR non è per niente fantapolitica"
Redazione
7 anni fa
Alessandro Speziali crede nel secondo seggio e...in Ignazio Cassis: "Non si rifugia nei fumosi registri diplomatici"

Studi in scienze politiche, sposato e con un figlio, Alessandro Speziali vanta una lunga esperienza all'interno del PLR ticinese. Consigliere comunale a Minusio dal 2012, è stato membro della Commissione cerca per la Presidenza del PLR nel 2012 e ha coordinato il programma di legislatura 2015-2019. Dal 2015 è inoltre collaboratore del consigliere nazionale Giovanni Merlini a Berna. Per anni ha lavorato nell’Amministrazione cantonale, dove si è occupato di vigilanza amministrativa e finanziaria sugli organi comunali, per poi dedicarsi a progetti regionali in Valle Verzasca.

Ora è pronto a lanciarsi in una nuova sfida, candidandosi al Consiglio di Stato. Ticinonews lo ha contattato per parlare con lui delle priorità del Cantone e dei temi che vorrebbe portare avanti nella prossima legislatura. 

Come mai ha deciso di candidarsi?

Perché tengo moltissimo al mio Paese e voglio dare il mio contributo, affondando le mani nei problemi del nostro Cantone, costruendo soluzioni concrete.

Quali sono i temi che vuole portare avanti nella prossima legislatura?

Innazitutto la scuola. Occorre riformare e rafforzare la scuola pubblica, soprattutto per quanto concerne le scuole medie. Dopodiché, visto che se ne discute poco, investire in infrastrutture sportive di qualità: sono anche un antidoto al disagio giovanile.

E poi tengo molto allo sviluppo regionale. Dobbiamo sostenere in particolare l’artigianato, le piccole aziende, la ristorazione e il commercio. Lavorando al rilancio della Valle Verzasca sono molto sensibile allo sviluppo delle valli e al settore turistico. Infine, c’è molta burocrazia da eliminare per sprigionare libertà e spirito di iniziativa!

Lei si occupa infatti di progetti di rilancio della Valle Verzasca. Qual è la sua ricetta per rendere di nuovo attrattive le valli?

Lasciarle correre responsabilmente, senza creare continuamente leggi che complicano la vita a chi vuole risiedere o lavorare in valle. Lo Stato deve assicurare le infrastrutture e sostenere i progetti strategici coerenti con la vocazione del territorio. Dopodiché sono le donne e gli uomini di valle a concretizzare il proprio futuro.

Ci sono persone o movimenti ai quali lei si ispira o che prende come modello?

Nel contesto ticinese, guardo con ammirazione alla sensibilità e all’intelligenza di Giuseppe Buffi. A livello internazionale, mi affascina la capacità di costruire e riunire un paese che ha mostrato Konrad Adenauer.

Quali sono secondo lei le priorità del nostro Cantone?

Una formazione solida (scuola media e formazione professionale), la mobilità vera (il collegamento A2-A13 per il Locarnese e la riduzione del traffico transfrontaliero nel Luganese e nel Mendrisiotto)e uno sviluppo economico giusto (fermare la corsa al ribasso nel mercato del lavoro). 

Lei è l’assistente personale del consigliere nazionale Giovanni Merlini. In cosa consiste il suo ruolo?

Tenersi aggiornati sulla politica federale, approfondendo temi e monitorando i riflessi sul nostro Cantone. E poi elaborare tracce di atti parlamentari, interventi, articoli e sintesi, così come cercare informazioni. Dopodiché c’è anche da curare l’aspetto della comunicazione politica.

Secondo lei Berna dà ancora troppo poco ascolto al Ticino? È cambiato qualcosa ora che c’è un consigliere federale ticinese?

Quando a Berna salgono ticinesi competenti, le orecchie sono tese e i risultati affiorano. Ovviamente Parlamento e Governo federali valutano le richieste e le misure tenendo conto degli interessi nazionali, che tavolta cozzano contro quelli di determinati cantoni. E il Ticino ne sa qualcosa.

Con Ignazio Cassis è cambiato qualcosa?

Nell’amministrazione federale c’è stato un turn over in ruoli importanti, prestando attenzione alle competenze e anche alla Svizzera italiana. Politicamente ha ereditato uno dei dossier più scottanti degli scorsi e dei prossimi anni. Ho fiducia, anche perché il Consigliere federale ticinese non si rifugia nei fumosi registri diplomatici.

Accordo fiscale tra Svizzera e Italia: il Consiglio federale predilige il dialogo e non appoggerà il Governo cantonale in caso di un blocco dei ristorni. Lei è favorevole o contrario a un blocco?

Contrario, perché di fatto non è servito. Preferisco una Confederazione più muscolosa nel difendere il proprio territorio, vincolando ad esempio i ristorni al concreto miglioramento del traffico transfrontaliero o all’eliminazione di ostacoli alla nostra piazza finanziaria.

Ci sono alcuni candidati che hanno ridotto la loro percentuale lavorativa per concentrarsi sulla campagna elettorale. Lei quanto investirà in termini di tempo ed economici per la sua candidatura?

Ho ridotto la mia attività all’80% nei mesi di febbraio e marzo, così da integrare al meglio lavoro e gli sforzi da dedicare alla campagna. Le giornate comunque durano più di 24 ore…La campagna nel suo complesso si aggira sui 35-40'000 franchi, tutto compreso.

Parlamento di milizia: la maggioranza dei deputati esercita un’attività lavorativa parallela al mandato parlamentare. Un sistema da abolire o preservare?

Un sistema da difendere con i denti perché evita che la politica diventi una bolla estranea alla società.

Chi ha fatto bene e chi ha fatto male nella corrente legislatura?

Ha fatto bene il Gruppo PLR che ha lavorato su diverse proposte contenute nel programma di legislatura che Rocco Cattaneo mi affidò nella sua elaborazione; Christian Vitta che ha vigilato affinché non continuassimo a essere il Cantone del debito. Ma hanno fatto bene anche tutti quei parlamentari e ministri che hanno aiutato a trovare soluzioni sincere per il nostro Paese.

Hanno invece fatto male coloro che preferiscono la tattica politica al risultato concreto.

Lista PLR: una lista combattiva oppure solo d’accompagnamento al ministro uscente Christian Vitta? Quando credete al raddoppio in Governo?

È combattiva perché tutti s’impegnano a fondo, cercando il miglior posto possibile in graduatoria. Ho iniziato la campagna pensando che il raddoppio fosse piuttosto difficile da raggiungere. Ma mi sto accorgendo che la possibilità c’è, e (numeri alla mano) non è per niente fantapolitica.

Lei ha rivestito diverse cariche all’interno del PLR ticinese. Cosa è cambiato nel partito in questi anni?

In questi anni c’è stato un rinnovo nelle persone e la consapevolezza che le lotte personali passate avevano incancrenito il partito. Ma da qualche anno c’è finalmente spazio per discutere di visioni e soluzioni – che talvolta possono essere diverse – senza cannonate personali o regionali. Il PLR sta costruendo un’identità nuova, scrollandosi di dosso etichette del passato che oggi vanno riformulate.

Perché i cittadini dovrebbero eleggerla?

Perché mi dedicherei con la testa e il cuore a ogni singolo problema del territorio, costruendo giorno dopo giorno un Ticino da invidiare.

LS

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