
La discussa postazione radar di Camorino "era tecnicamente ineccepibile e pure rispettosa di tutte le norme in materia". Lo ha ribadito il Municipio di Bellinzona nel rispondere all'interrogazione presentata a metà settembre dal consigliere comunale Manuel Donati (Lega) dopo la polemica divampata proprio sul suo posizionamento, ovvero a pochi passi da un cartello che indica la fine del 50 km/h.
A incappare nel flash, lo scorso 18 settembre, è stato circa un conducente su tre e il municipio ha respinto con decisione l'accusa vi un posizionamento per 'fare cassetta': "Non appare accettabile l’accusa di fare cassetta, allorquando la Polcom, come suo dovere, sanziona comportamenti non rispettosi delle regole. Del resto vi sono le vie di ricorso previste dalla legge e, ciononostante, non risulta che vi siano decisioni dell’Autorità superiore di ricorso che qualifichino come arbitrario l’agire della Polizia della Città di Bellinzona".
I radar, prosegue l'Esecutivo, vengono piazzati seguendo "criteri oggettivi e (...) segnalazioni, anche da parte di cittadini, di situazioni di pericolo o di comportamenti non idonei degli automobilisti" oltre alle "condizioni date dalla presenza di svolte, passaggi pedonali, preselezioni, accessi, abitazioni, commerci e attività pubbliche/private particolari".
In media nel 2017 e nel 2018 la PolCom ha eseguito 8 controlli al mese. L’incasso legato alle multe è stato di 150'000 franchi nel 2017 e di 130'000 l’anno seguente.
La postazione di Camorino, lo ricorderete, aveva originato un botta e risposta tra il direttore del DI Norman Gobbi e la PolCom stessa, mentre sette deputati UDC avevano addirittura chiesto di togliere questa competenze a tutte Polizie comunali per affidarla esclusivamente alle Polizie cantonali.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

