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"Il PS, una cultura fondata sul maschilismo e l'annientamento del nemico"
"Il PS, una cultura fondata sul maschilismo e l'annientamento del nemico"
"Il PS, una cultura fondata sul maschilismo e l'annientamento del nemico"
Redazione
8 anni fa
Durissimo attacco del Movimento per il Socialismo ai 'cugini' del PS: "Il Diavolo vi faceva comodo per il lavoro sporco..."

In piena campagna elettorale, si sa, le schermaglie tra i partiti sono quasi all’ordine del giorno. Alcune di facciata, perché, in fondo ‘si deve fare’, altre con il chiaro obiettivo di colpire duro. Oggi il Movimento per il socialismo (MPS) ha tirato fuori l’artiglieria pesante per indirizzare una serie di pesantissime bordate ai ‘cugini’ del Partito socialista (PS).

Partiamo dalla vicenda del funzionario del DSS accusato e condannato per molestie sessuali: per l'MPS "sta suscitando grande imbarazzo nel PS ticinese" e prova ne sono i "grandi silenzi delle strutture del partito, a cominciare da quella che avrebbe dovuto reagire per prima, quel coordinamento donne della sinistra che, in realtà, sono le donne del PS e le loro simpatizzanti". Ma la vera questione di fondo è però un’altra. Partendo dal caso del funzionario l'MPS denuncia "la connivenza politica e culturale, in questi ultimi quindici anni, del PS, delle sue istanze direttive e dei suoi dirigenti con una cultura politica fondata sul maschilismo, sull’annientamento dell’avversario, su una satira da caserma che si è concentrata, per anni, nel giornale Il Diavolo", si legge nel post pubblicato sulla pagina Facebook del Movimento.

"Non a caso il funzionario condannato fa parte di quella cerchia che ha animato questa rivista per molti anni assieme a personaggi come Sergio Savoia, Corrado Mordasini e Daniele Fontana. Una schiera di persone che avevano grandi responsabilità nel partito socialista (e anche) il funzionario condannato è stato per decenni presidente del gruppo degli statali della VPOD, partecipando sistematicamente, a fianco di Raoul Ghisletta, a tutte le trattative con il Consiglio di Stato e incontrandosi regolarmente alle riunioni del comitato regionale della VPOD con altri maggiorenti PS piazzati lì a fare lobbing (da Marina Carobbio a Carlo Lepori, da Lisa Bosia Mirra a Francesca Remy Lauria)".

Per l'MPS queste persone hanno utilizzato la satira del Il Diavolo "soprattutto a fini politici interni", traendone beneficio nonostante alcuni articolo sopra le righe. "Intendiamoci, lo sappiamo che la satira ha una dimensione eminentemente politica e che, spesso, si focalizza su singoli personaggi nella misura in cui costoro rappresentano idee o atteggiamenti che si vogliono combattere. Ma da qui alla denigrazione e alle campagne permanenti contro chi rappresenta, all’interno di un partito, un orientamento diverso ce ne corre".

"Basterebbe ricordare, perché tutti vi hanno assistito, alla campagna sistematica lanciata da Il Diavolo contro Werner Carobbio: “culo di pietra”, “cinghialone di Lumino”, etc. etc. colpevole di avere un orientamento non sempre filogovernativo, di dare un’immagine comunque ancora “di sinistra”, di non voler andare in pensione dalla lotta politica e, soprattutto, di avere delle figlie che si interessavano alla politica, militavano e seguivano le orme paterne. Su questo ultimo aspetto gli attacchi sono stati, in un certo periodo, decisamente “sotto la cintura”, andando a toccare anche la vita privata di queste persone. Lo stesso meccanismo si è ripetuto quando ad essere eletta consigliera di Stato è stata Patrizia Pesenti, non proprio la candidata sulla quale aveva puntato la maggioranza del partito. E così, ecco gli attacchi sistematici condotti dal Diavolo. E che dire poi degli attacchi in serie contro il sindacalismo in difesa dei privilegi diretto, secondo loro, dall’allora segretario del SEI, Pino Sergi e della giovane generazione di sindacalisti che lo circondavano che venivano sbeffeggiati e messi alla berlina (il giovane sindacalista Matteo Pronzini veniva qualificato come “il fido Pronzini” una sorta di stupido esecutore d’ordini)", prosegue l'MPS.

Il j'accuse del Movimento è chiaro: negli anni nei quali il PS "era solidamente al comando della operazioni e senza quasi concorrenza politica a sinistra costoro facevano un lavoro utile, nella misura in cui denigravano non solo la destra, ma anche le formazioni a sinistra del PS o le organizzazioni che il PS non controllava più". In altre parole, andava bene che qualcuno facesse, per conto del PS, il lavoro sporco.

"È proprio questa la responsabilità maggiore che si può rimproverare alle istanze di direzione del PS; un silenzio e una connivenza che hanno permesso a queste persone di continuare, indisturbate, a fare il bello e il brutto tempo; e che hanno aperto la strada a situazioni come quelle del funzionario condannato, sempre protetto dai suoi compagni di merende", conclude il post dell'MPS.

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