
“Alle Ferriere Cattaneo e alla Micromacinazioni i lavoratori sono stati ricattati: se non accettano le misure di risparmio tutte sulle loro spalle, rischiano il licenziamento. I manager hanno detto che è una misura inevitabile, per colpa del cambio. Stessa storia alla Exten, dove c’è gente che arriverebbe a prendere meno di 2’400 franchi lordi al mese! E tutto, dicono, per colpa del cambio. Ma quando il cambio era favorevole hanno mai proposto un aumento degli stipendi? Mai. A sentir loro le vacche sono sempre magrissime. Le vacche grasse non si sono mai viste. Intanto però gli utili e i bonus i padroni non se li sono mai fatti mancare.”
Il PS è pronto a dar battaglia di fronte alle vicende che hanno tenuto banca nella cronaca degli scorsi giorni. I socialisti scenderanno in piazza Governo a Bellinzona il prossimo 28 febbraio per protestare contro la situazione dei lavoratori, precipitata con l’abbandona della soglia minima.
“Scenderemo in piazza il 28 per dire che queste porcherie, dopo anni di utili e di ricchezza prodotta per i pochi e non ridistribuita fra i molti, non vogliamo vederle mai più. Che il lavoro ha una dignità e che nessuno si deve permettere di calpestarla.”
Cinque le richieste che verranno formulate nella giornata di protesta: la proibizione di tutte le misure a danno dei lavoratori, specie i salari in euro e le discriminazioni di genere; gli utili della BNS destinati all’assicurazione contro la disoccupazione e alla formazione; la diminuzione dei prezzi al consumo; una tassa sulle operazioni speculative sul cambio; il cambio bloccato a 1,15.
Oltre ad occupare la piazza reale il PS annuncia di voler occupare gli spazi virtuali con l’hashtag #NOdipiùpermeno.
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