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Ticino
"Il PS non vince al primo colpo"
"Il PS non vince al primo colpo"
"Il PS non vince al primo colpo"
Redazione
11 anni fa
Confronto a tutto campo a Piazza del Corriere tra i quattro candidati alla presidenza socialista

È stata una puntata tutta dedicata ai candidati in corsa per la presidenza del Partito socialista quella andata in onda questa sera alle 20.45 su TeleTicino a Piazza del Corriere. Ospiti di Gianni Righinetti sono stati il presidente ad interim Carlo Lepori, il parlamentare Bruno Storni, il già candidato al Consiglio Nazionale Igor Righini e Claudio Corti. Una corsa a quattro che terminerà sabato prossimo 23 gennaio con il congresso del Partito socialista, che deciderà chi sarà il successore di Saverio Lurati.

Un poker tutto al maschile, i cui candidati non escludono tuttavia la possibilità di dare la vicepresidenza a una candidata donna, come richiesto negli scorsi giorni da Pepita Vera Conforti (Coordinamento donne della sinistra). 

Tutti e quattro si sono detti d’accordo che il Partito socialista ha bisogno di un rinnovamento e di trovare nuove modalità di comunicazione con i propri membri, nonché con i cittadini. Lepori ha puntato sul fatto di riprendere il rapporto con le sezioni e trovare schemi di lavoro e di condivisione più chiari. Per Righini è invece importante che i vertici del partito sappiano instaurare un buon rapporto con la base. Corti vuole invece infondere nuova fiducia ed entusiasmo al partito ed operare nell’interesse del Cantone. Per Storni rimane invece importante difendere i cavalli di battaglia del partito, ma anche guardare avanti alle nuove sfide con cui è confrontato il Ticino, per esempio il tema del lavoro e del dumping salariale.

Proprio Storni, che per dieci anni è stato lontano dal Ticino, ha ribadito l’importanza di offrire opportunità ai ticinesi che vogliono tornare nel cantone natale: “Quando sono tornato in Ticino negli anni ’80 sono riuscito a ottenere lo stesso stipendio che avevo in Svizzera interna. Oggi i salari sono del 20-30% in meno rispetto al resto della Svizzera. Grazie ai mezzi di comunicazione, è sì più facile stare via. Ma proprio per questo è più difficile far ritornare il ticinese che sta Oltralpe”. Corti ha invece incitato i giovani ad andare oltre Gottardo per sviluppare le proprie competenze come lui stesso ha fatto. Ma anche di ritornare nel luogo del cuore per mettere in pratica le competenze acquisite. 

Anche il tema dei bilaterali, sul quale all’interno dello stesso partito socialista emergono a volte opinioni discordanti, è stato oggetto di discussione tra i quattro candidati. La posizione di Righini non lascia spazio a dubbi: “Congelare i bilaterali non è l’opinione del partito socialista. Sono ligio a questa scelta democratica del partito”. Meno chiara la posizione di Corti: “Sono un europeista, ma se guardo cosa fa oggi l’UE…”. Storni afferma invece che “per la Svizzera sono stati positivi, ma non per il Ticino”.

Per quanto riguarda l’ipotesi avanzata da Gianni Righinetti, secondo cui il Partito socialista sarebbe entrato in una sorta di crisi a partire dal 2007, ossia quando Marina Masoni non è stata rieletta a vantaggio di Laura Sadis, con il sostegno dei socialisti, Lepori replica: “Marina Masoni incorporava il neoliberismo e ha forse aiutato a mobilitare la discussione. Ma ancora adesso abbiamo dei nemici e ne avremo sempre ancora. Non penso sia quello il problema. Per quanto riguarda le iniziative portate avanti dal PS, non vincono mai al primo colpo perché portano avanti delle visioni e dei progetti, mentre gli altri partiti, in particolare quelli populisti del centro-destra, utilizzano le iniziative per boicottare il sistema".

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