
"Non eravamo a conoscenza di un'indagine in corso a suo carico quando nell'inverno 2013 l'avvocato Xenia Peran ha comunicato al PS di Lugano la sua disponibilità e il suo interesse ad una candidatura in Consiglio comunale e, successivamente in autunno, a entrare a far parte della direzione della Sezione PS Lugano."
Lo scrive in una nota stampa il presidente della sezione, Raoul Ghisletta, in seguito alle rivelazioni della RSI sul rinvio a giudizio dell'avvocato luganese, che il PS sostiene di aver appreso "con grande sconcerto".
Secondo la magistratura ticinese, Xenia Peran avrebbe sottratto denaro a tre persone, tra cui l'ex presidente del Napoli Corrado Ferlaino.
L'accusa, rappresentata dal procuratore pubblico Paolo Bordoli, ha promosso nei suoi confronti le accuse di ripetuta appropriazione indebita, ripetuta amministrazione infedele, ripetuta sottrazione di cose requisite o sequestrate, ripetuta coazione, ripetuta soppressione di documenti, ripetuta violazione del segreto professionale e diffamazione. Tutte accuse di cui l'avvocata Peran dovra presto rispondere davanti alle Assise Criminali di Lugano.
Le cifre sottratte dall'avvocata sarebbero di almeno mezzo milione di franchi, oltre a due milioni che avrebbe tentato di estorcere a Ferlaino.
La sezione del PS di Lugano, nella sua nota stampa, ribadisce che la presunzione d'innocenza è dovuto ad ogni persona in attesa di giudizio, ma che già alcune settimane fa era stato chiesto all'avvocato Peran di sospendersi da membro della direzione PS Lugano, "se era vero che aveva problemi di giustizia", in seguito alle voci riportate da alcuni media già settimane fa. Xenia Peran aveva poi deciso di non partecipare più alle riunioni della direzione PS Lugano, senza però indicare il motivo della sua scelta e senza rispondere alle richieste di chiarimento giunte dalla sezione.
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