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Ticino
Il PS: "La SECO e il Ticino parlano lingue diverse"
Il PS: "La SECO e il Ticino parlano lingue diverse"
Il PS: "La SECO e il Ticino parlano lingue diverse"
Redazione
10 anni fa
Critiche anche dai socialisti: "In Ticino la situazione peggiora sempre di più, ma la causa non sono i frontalieri"

Dopo lo sfogo del consigliere nazionale Lorenzo Quadri, anche il Partito socialista ticinese prende posizione sui dati pubblicati ieri dalla SECO: "Se in Svizzera la differenza salariale tra residenti e frontalieri è complessivamente del 6%, in Ticino è invece notevole uno scarto del 25,6% che favorisce lo sfruttamento e la sostituzione di chi è costretto a lavorare a salari sempre più bassi e indegni, favorendo il dumping", si legge nel comunicato diramato oggi.

Per il PS servono assolutamente dei salari minimi dignitosi e delle misure concrete contro il dumping salariale, uniti all'estensione dei contratti collettivi di lavoro e delle misure a protezione dei lavoratori dal licenziamento. "Una situazione di emergenza come quella che stiamo vivendo in Ticino richiede soluzioni forti per proteggere i lavoratori e le lavoratrici", ribadiscono i socialisti.

"Pretendere di proteggere i ticinesi semplicemente rimandando a casa i frontalieri senza entrare nel merito dei salari e delle misure contro il dumping non porterà a nessun risultato concreto, come intende l’iniziativa “Prima i nostri” dell’UDC - fa notare il PS - L’origine del problema non è dato dai frontalieri, ma è causato da quei datori di lavoro che approfittano di loro per impiegarli con salari sempre più bassi. Il lavoro dei ticinesi non lo rubano i frontalieri ma chi sfrutta la manodopera. Ed è proprio contro l’economia speculativa irrispettosa della dignità e della qualità di vita delle persone che il PS intende mobilitarsi".

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