
Sono due gli argomenti toccati dall'ex consigliere nazionale socialista Franco Cavalli nell'articolo pubblicato sull'edizione odierna di Area: la candidatura di Norman Gobbi per il Consiglio federale e il ruolo del PS a Berna.
Cavalli lascia intendere il suo pensiero già nel titolo: "Gobbi non lo voterei mai e il PS dovrebbe uscire dal Governo".
In merito al consigliere di Stato leghista, Cavalli sostiene che "contrariamente a quanto ha scritto la NZZ, Gobbi non è per niente la faccia moderata della Lega, come lo era stato Borradori. L'attuale presidente del Governo ticinese non si è mai distanziato neanche minimamente dai toni incivili ed inaccettabili del Mattino, ha sempre spinto per soluzioni disumane e radicali (ricordiamoci del caso Arlind e dei rifugiati ecuadoregni), ha ripetutamente parlato di muri da erigere a Chiasso e ha introdotto una serie di misure vessatorie per chiunque non abbia il passaporto rossocrociato."
"Sui temi sociali economici, come ha detto Toni Brunner, ha una posizione blocheriana" prosegue Cavalli, "cioè a favore dei grandi redditi e contro i meno abbienti. Se fossi quindi ancora a Berna, sicuramente il 9 dicembre non lo voterei, perché rappresenta bene quel Ticino che io non voglio, ma non ha niente a che fare con quel Ticino per cui mi batto. Ma purtroppo, lo sappiamo, al peggio non c'è limite. Basti pensare che alle ultime Nazionali, il più votato è stato Quadri, che pochi mesi fa si era sperticato in salamelecchi davanti all'europarlamentare fascista Borghezio."
Sulla collegialità in Consiglio federale, invece, Cavalli ricorda che quando era capogruppo "e con una composizione del Parlamento abbastanza diversa da quella attuale", aveva cercato "di espellere l'UDC dal Consiglio federale, in quanto allora ci sarebbero state concrete possibilità per un vero governo di centrosinistra."
"La manovra, per tutta una serie di ragioni, fallì, e contrariamente a quanto hanno continuato a dire una serie di commentatori influenzati dalla propaganda blocheriana, da allora di centro-sinistra in Svizzera non se n'è mai più visto" aggiunge Cavalli, prima di lanciare la stoccata: "Nel Parlamento che ci ritroviamo ora, l'unica scelta seria per un partito socialista sarebbe quella di uscire dal governo."
Cavalli sostiene di aver sempre difeso la cosiddetta linea del "doppio binario", ovvero di un partito che sia contemporaneamente al governo e alla guida dell'opposizione sociale nel paese. "Ma ora questa possibilità è tramontata: UDC e liberali imporranno una linea anti-sociale, che favorirà solo gli alti redditi e indebolirà ulteriormente la socialità."
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