
I giovani socialisti (GISO) hanno ragione, il PS deve uscire dal Consiglio federale: lo sostiene l'ex consigliere nazionale Franco Cavalli, che in un contributo scritto per la "WochenZeitung" affronta il tema della partecipazione socialista a un governo ritenuto "profondamente borghese" alla luce del "disastro" del 9 febbraio e dell'obiettivo del partito di superare il capitalismo. Nei "30 anni anni d'oro" vissuti in Svizzera dopo la Seconda guerra mondiale - afferma Cavalli - vi è stato un compromesso storico fra lavoro e capitale, che ha permesso ai consiglieri federali socialisti di apportare un contributo decisivo allo sviluppo dello stato sociale. Nel frattempo si è però verificata una "controrivoluzione liberale". E dappertutto in Europa non c'è praticamente più differenza fra gli esecutivi di centro-destra e quelli di centro sinistra. "Solo anime ingenue possono pensare che da noi questo sia diverso", afferma Cavalli. L'ex presidente del gruppo PS alle Camere federali cita il caso di Ruth Dreifuss, "la consigliera federale socialista più a sinistra degli ultimi cinquant'anni", costretta a collaborare a una revisione della legge sull'assicurazione malattie che ha messo sotto pressione gli ospedali pubblici, lasciando il campo alle cliniche private. Secondo Cavalli viviamo in una società in cui è sempre più accentuato il divario socio-economico, cosa che provoca frustrazione in ampie fasce della popolazione. A suo avviso occorre quindi organizzare questa frustrazione in un forte movimento di opposizione. Per l'ex deputato la partecipazione del PS al Consiglio federale è quindi giustificabile solo se il partito è in grado di svolgere un doppio ruolo, di governo e d'opposizione, analogamente a quanto fa l'UDC. Allo stato attuale il PS non è capace di farlo, perché "la gran parte del suo personale politico è costituito da persone che hanno i loro posticini a livello locale e cantonale": in questa situazione quindi - conclude Cavalli - GISO ha ragione, una "cura dell'opposizione" può solo fare bene.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

