
Il travaso di voti a favore di Avanti con Ticino&Lavoro, la percezione che il PS abbia presentato una lista blindata e la distanza tra l’entusiasmo percepito dai vertici e dalla base del partito per il progetto rossoverde rispetto al più ampio elettorato progressista. Sarebbero queste, secondo il comitato cantonale socialista riunitosi ieri sera alla Casa del popolo di Bellinzona, le cause principali del deludente risultato elettorale del PS alle recenti elezioni. Elezioni che hanno visto il partito perdere un seggio in Gran Consiglio.
Il mea culpa
In totale, l’analisi effettuata ha permesso di individuare sei fattori responsabili del risultato negativo, ma di questi solo i tre sopracitati “dipendono da noi”, ha detto la co-presidente Laura Riget, stando a quanto riferisce il Corriere del Ticino. In merito al travaso di voti a favore di Avanti “abbiamo sottovalutato l’impatto elettorale che ha avuto”, ha aggiunto Riget, ribadendo tuttavia che la scelta di non mettere Mirante in lista, in quanto “persona non rappresentativa del progetto rossoverde, secondo noi resta giusta, anche se ha avuto un impatto negativo”.
Le altre cause
Dal canto suo, il co-presidente Fabrizio Sirica ha aggiunto che ad oggi la struttura del partito viene percepita come “chiusa” e in proposito “serve una riflessione”. Sirica ha anche citato la scelta di molti elettori di optare per la lista senza intestazione e la forte frammentazione in corso come fattori incisivi, anche se “non ci si può nascondere dietro a queste macro-tendenze”. In conclusione, il co-presidente ha parlato anche di una linea molto profilata a sinistra che non ha reso secondo le aspettative e la forte presenza di nomi giovani nella lista. L’ultimo spunto di riflessione offerto ha riguardato i circondari elettorali, responsabili di “esclusioni eccellenti” in queste votazioni.

