
C'è bagarre in casa socialista. Un giorno prima che la base del partito si riunirà per decidere come dovrà essere composta la lista del Consiglio di Stato per le cantonali 2023, oggi una minoranza ha voluto dire la sua, puntando il dito contro la direzione.
Le proposte sul tavolo
La direzione, ricordiamo, ha proposta la formula del 2-2-1: due socialisti, due verdi e un candidato della società civile. L'altra opzione, proposta da una minoranza capitanata da Evaristo Roncelli, propone invece la formula del 3-2: tre socialisti e due verdi. "Crediamo che in una lista per il Consiglio di Stato ci voglia diversità”, spiega Roncelli. “Avere solo due candidati come propone la direzione, uno forte e uno debole, va a tagliare la diversità all'interno del PS e a nuocere tutta l'area progressista”.
Cosa c’è in ballo
Il vero problema non riguarda tanto i numeri, ma ha più a che fare con i nomi. Nomi che stamattina non sono stati menzionati, ma che tutti conoscono: Marina Carobbio e Amalia Mirante. Se dovesse passare la linea della direzione, ossia un candidato forte accompagnato da un esponente della gioventù socialista, un nome escluderebbe l’altro. In definitiva, secondo Roncelli, la base del partito non potrebbe scegliere tra più candidati di peso, blindando di fatto l’elezione di Marina Carobbio. L’alleanza di area con i Verdi si farà inoltre solo se passerà la linea della direzione. Su questo i vertici ecologisti sono stati chiari.
Roncelli: “Non vogliamo far saltare l’alleanza”
Contestare la formula proposta dalla direzione significa quindi opporsi all’alleanza? Second Evaristo Roncelli no. “Non vogliamo far saltare l'alleanza, non è questo il nostro obiettivo. Abbiamo chiesto alla direzione di rivedere la sua posizione e contrattare con i Verdi una posizione diversa. Siamo disposti a vedere altri assetti, ma in cui ci siano due candidature forti che possano portare due visioni diverse del partito. Più forti sono i candidati, più il risultato della lista è positivo".

