
È tempo di cambiamenti in seno all’Azienda elettrica ticinese (AET). È quanto chiede il PS che, in un comunicato stampa, domanda al Governo di adottare con urgenza il Piano energetico cantonale osservando pure di essere contrario alla trasformazione dell’Azienda in una SA. Ma non solo. Il PS chiede inoltre di impedire che nel CdA di AET siedano “persone che lavorano contro gli interessi del Cantone”. “A tutt’oggi non sono ancora chiare tutte le circostanze che hanno portato all’allontanamento dell’ormai ex direttore dell’AET Reto Brunett", si legge nella nota stampa. Il Partito Socialista chiede perciò al Consiglio di amministrazione di AET e alla Commissione parlamentare di controllo "di fare piena luce su questo episodio" e di riferirne al più presto al Gran Consiglio. Il recente episodio si inserisce "in un contesto di confusione generale che regna nella politica energetica ticinese. Essa è generata da due fattori: mancanza di una chiara strategia energetica del Cantone e sabotaggio sistematico di AET da parte della Lega dei Ticinesi". “Negli ultimi anni – si legge ancora - la presenza dei rappresentanti della Lega dei Ticinesi nel CdA di AET ha coinciso con ripetute fughe di notizie estremamente dannose per AET e per gli interessi del Cantone. A questa “coincidenza” non sono affatto estranee le visioni per il futuro di AET di Giuliano Bignasca che coinvolgono la società Alpiq, nata dalla recente fusione tra ATEL ed EOS”. Il PS, contrario alla trasformazione di AET in una SA, osserva di essere pronto a lanciare il referendum "per difendere una seconda svendita delle acque ticinesi".
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