
"Scandaloso. Al Primo d'agosto i consiglieri federali accorrono in Ticino in massa, ma quando c'è da difendere argomenti seri sono latitanti. Non si può considerare il nostro Cantone solo quando c'è da farsi belli. Spero vivamente che alla prossima festa nazionale i consiglieri federali non scendano in Ticino."
È sconcertato, il consigliere nazionale Marco Romano, nel vedere la cartina delle uscite del Consiglio federale in vista della votazione del 9 febbraio sull'iniziativa contro l'immigrazione di massa dell'UDC, pubblicata dal Blick. Sono oltre trenta le apparizioni previste per i consiglieri federali, ma nessuna di queste in Ticino. Un affronto al nostro Cantone che, unito al discorso di Capodanno ai ticinesi del presidente Burkhalter, tenuto integralmente in francese, ha spinto il giovane parlamentare a manifestare tutto il suo malcontento. Sul Blick, ma anche qui in Ticino.
"Trovo veramente scandaloso il comportamento del Consiglio federale" afferma Marco Romano. "Se facessero tre o quattro uscite, capisco che andrebbero solo dove è possibile guadagnare consenso. Ma se ne fanno più di trenta, trovo totalmente irrispettoso che nel nostro Cantone non venga nessuno."
I nostri governanti, ipotizziamo, hanno forse paura di farsi riempire di fischi, nel nostro Cantone chiaramente orientato verso un massiccio SÌ. "Questo non mi interessa" replica Romano. "Dal momento che sei consigliere federale non puoi venire in Ticino solo al Primo agosto. Ed è proprio perché il nostro Cantone voterà SÌ che avrebbero dovuto venire a spiegare i motivi del NO, quelli di interesse nazionale. Bisogna andare a incontrare la popolazione nei luoghi in cui il dibattito è acceso, invece mi sembra che le regioni periferiche siano state totalmente dimenticate."
Romano è cosciente che il Ticino accetterà l'iniziativa UDC e dice di capire benissimo questa posizione. Ciò non toglie che lui continua a difendere il NO, senza nascondersi. "Bisogna trovare soluzioni nelle leggi esistenti e non gettare al vento la via bilaterale. È l'unica via percorribile che abbiamo, perché l'autarchia è un sogno mentre l'entrata nell'UE sarebbe una follia."
A Romano sarebbe piaciuto se a dire queste parole ai ticinesi fosse stato anche un consigliere federale. Pazienza. Però, per dovere di coerenza, ribadisce: "Cari consiglieri federali, il prossimo Primo agosto non tornate in Ticino."
AS
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