
“L’importanza del pronto soccorso dell’Ospedale italiano di Viganello è fuori discussione: esso è caratterizzato per la presa a carico delle urgenze internistiche, chirurgiche e traumatologiche di minore gravità”. Questo l’incipit dell’interrogazione in cui i consiglieri comunali di Lugano Raoul Ghisletta, Nicola Schönenberger, Edoardo Cappelletti, Michaela Lupi, Tessa Prati e Carlo Zoppi rivolgono al Municipio la richiesta di garanzie di una futura riapertura dopo la fine dell’emergenza coronavirus.
“Come noto”, scrivono, “la sospensione temporanea del pronto soccorso dell’ORL sede Ospedale italiano è stata decisa dal Consiglio di Stato in data 8 marzo 2020 ed è stata riconfermata con altre quattro risoluzioni governative di proroga della sospensione, avvenuta in funzione dell’evoluzione della pandemia:
- al fine di disporre di risorse supplementari per rafforzare il pronto soccorso dell’Ospedale regionale di Lugano sede Ospedale Civico confrontato con l’onere aggiuntivo di depistaggio dei pazienti affetti da COVID;
- e soprattutto per convogliare queste risorse presso l’Ospedale regionale di Locarno, struttura dedicata ai pazienti COVID che ha dovuto in particolare incrementare in maniera significativa le postazioni in cure intense”.
La stessa sospensione, ricordano, è avvenuta per i pronto soccorso di Faido e Acquarossa.
I consiglieri comunali domandano quindi al Municipio di Lugano:
- intende attivarsi per ottenere dal Consiglio di Stato garanzie in merito alla riapertura del Pronto soccorso dell’Ospedale italiano di Viganello con orizzonte dopo la fine della pandemia?
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