
Il progetto Mizar polo di ricerca medico-scientifica, è definitivamente caduto. L’acquisto dello stabile appartenente a SwissLife da parte dell città di Lugano e del Cardiocentro è finito nel cestino. Come sottolinea nel suo numero odierno il Caffé, il Cardiocentro ha ritirato i 5 milioni di franchi di garanzia che si sarebbero aggiunti ai 10 già destinati e stanziati da Lugano per l’operazione (acquisto e ristrutturazione) che sarebbe costata 48 milioni oltre ai 5 che lo stesso Cardiocentro si era già impegnato a stanziare entro il 2026.
Una cifra, quest’ultima, che l’Ente ospedaliero cantonale (Eoc) ha sempre dubitato potesse essere nella disponibilità finanziaria attuale della struttura sanitaria privata luganese. Cinque milioni, comunque, recuperati dal Cardiocentro grazie ad alcune operazioni economico-finanziarie, tra le quali la vendita e l’affitto per u periodo di 5 anni di macchinari particolarmente costosi.
Il tutto, a conferma dei dubbi legati all’effettiva possibilità di realizzare il progetto, la cui scadenza di approvazione era stata fissata al 30 giugno scorso. L’estenuante balletto dei si sì, no e forse il capitolo Mizar sembra davvero chiudersi definitivamente, almeno per quanto riguarda l’impegno finanziario del Cardiocentro.
Trattative tra l’Eoc ed il Cardiocentro, invece a buon punto per quanto attiene l’integrazione della struttura a partire dal 2021, quando il cosiddetto spedale del cuore” si trasformerà in Istituto Cardiocentro. Una trasformazione, che permetterà a tutto il personale di essere riassunto alle condizioni attuali e sarà dotato di una direzione collegiale.
Tutto in forse, al contrario, l,per quanto riguarda l’onerosissima ricerca scientifica fatta dal Cardio attraverso la Fcre, una fondazione che negli anni ha vissuto diversi stravolgimenti a livello gestionale. A giorni riprenderanno le trattative tra Eoc e Cardio, al fine di elaborare un secondo rapporto.
Intanto, però, il Cardiocentro non ha fatto pervenire all’Eoc alcuna relazione sulla fondazione di ricerca, tanto che risulta difficile comprendere quali concreti risultati hanno ottenuto tutti coloro che vi lavorano. Soprattutto, pensando alla spesa annua che è andata dai 4 ai 7 milioni di franchi.
Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Caffé
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