
La nuova variante del coronavirus che si propaga “più velocemente” fa paura e crea ulteriore scompiglio in un continente già alle prese con una complicata gestione della pandemia durante le feste di Natale: così praticamente tutta Europa e tanti altri Stati nel mondo hanno deciso di sospendere i voli con la Gran Bretagna. Di varianti si era già parlato negli scorsi mesi, questa volta però sembra essere più rapida nella diffusione. I colleghi di Radio3i hanno raggiunto il direttore dell’Epatocentro Ticino per fare il punto della situazione.
“Il problema è la velocità di diffusione”
“È molto difficile sapere se c’è veramente una necessità di preoccupazione, perché in fondo le varianti del virus RNA sono quotidiane”, spiega Cerny. “Il problema è la particolarità del numero mutazioni che questo virus ha acquisito e la velocità di diffusione che mette diversi punti interrogativi sul fenomeno”.
La variante ostacola il vaccino?
Se la variante rischi di compromettere tutto il lavoro fatto per ottenere e omologare il vaccino è una delle più grandi preoccupazioni. “Nella descrizione scientifica di questa variante viene detto che ci sono state anche delle mutazioni nella zona dove gli anticorpi si legano alla superficie del virus, se quelli portano ad un’evasione degli anticorpi che le persone formano in questo momento non è ancora noto”, aggiunge.
Scetticismo sul vaccino
Secondo un sondaggio sei svizzeri su dieci non avrebbero intenzione a farsi vaccinare. “È naturale che una persona non sapendo esattamente che cos’è esattamente questo vaccino sia scettico. Ma piano piano avendo più informazioni sul vaccino e vedendo l’esperienza degli altri paesi penso che lo scetticismo si ridurrà”.
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