
La votazione del prossimo 22 settembre nella quale il popolo sarà chiamato ad esprimersi sull'iniziativa chiamata per comodità "anti-burqa", continua a far discutere. Negli scorsi giorni il problema sollevato era quello riferito alle turiste dei Paesi del Golf le quali, in ossequi ai precetti religiosi, indossano il burqa anche quando spendono migliaia di franchi nei negozi di Lugano. Saranno fuori legge? Giorgio Ghiringhelli ha avuto modo di esporre le sue argomentazioni in tal senso. Clicca qui per saperne di più. Oggi abbiamo ricevuto una presa di posizione da chi vede quest'iniziativa sotto un'altra prospettiva, ovvero l'Associazione Svizzera dei Liberi Pensatori, sezione Ticino. "La sezione ticinese dell’Associazione svizzera dei Liberi Pensatori (ASLP) osserva con attenzione l’evoluzione del dibattito pubblico sull’iniziativa popolare “Vietare la dissimulazione del viso nei luoghi pubblici e aperti al pubblico”. L’ASLP biasima fortemente l’impostazione simbolica data dagli iniziativisti a questo tema". "Il popolo è chiamato a votare sulla possibilità o meno delle donne di fede islamica di coprirsi il volto con un velo. La votazione è stata però “dissimulata” a sua volta dagli iniziativisti - dice l'ASLP - nascondendola dietro a un vago richiamo ai pericoli che creano coloro che girano sulla pubblica via con il volto coperto (con un casco, ad esempio)". "Sappiamo bene che l’autorità già ora può fermare le persone sospette di creare pericoli reali. E sappiamo bene che in Ticino di Burka non se ne vedono proprio, fatta eccezione per le facoltose donne arabe molto presenti nei bei negozi via Nassa, turiste che comunque vada la votazione non saranno cacciate dal nostro Paese". E ancora: "L’iniziativa solleva quindi un problema inesistente, giocando su un percepibile sentimento di insicurezza della popolazione nei confronti dell' aggressività dell’islam politico, ma senza risolvere affatto le questioni della dignità femminile e delle pari opportunità". "L’ASLP è convinta che il tema della laicità dello Stato e dell’esposizione dei simboli religiosi vada trattato con serietà. Oggi più che mai è necessario confrontarsi con le soluzioni degli Stati a noi vicini, in particolare con le disposizioni francesi. È necessaria una legislazione coerente e unitaria, che tratti la dignità della donna, la libertà religiosa e la laicità dello Stato in un discorso ampio e articolato". Si conclude: "La copertura del volto femminile è un tema caro all’ASLP ed è all’ordine del giorno. L’approccio dell’iniziativa, finalizzato invero allo scontro fra religioni, non aiuta però l’analisi serena che dovrebbe porsi di fronte a questo tipo di conflitti sociali".
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