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Ticino
“Il problema Covid in Ticino non passa da qui”
Filippo Suessli
6 anni fa
Il presidente di Nuova Carì commenta gli assembramenti di oggi agli impianti della località leventinese. E sulla webcam spenta? “Forse c’è stato un problema”

A Carì oggi splendeva il sole, c’era tanta neve e tanta gente sugli sci. A testimoniarlo le immagini trasmesse da Teleticino. Ma già in mattinata a far discutere sono state le immagini delle webcam degli impianti che mostravano notevoli assembramenti davanti a uno degli impianti di risalita. Gabriele Gendotti, presidente di Nuova Carì, ai microfoni di Teleticino ha spiegato come il problema sia durato poco più di un’ora: “Ci sono state delle colonne un po’ esagerate, ma d’altra parte si sono risolte poi più o meno da sole”, ha spiegato.

L’immagine degli assembramenti di questa mattina ripresi dalla webcam Carì Gerre 2000.
L’immagine degli assembramenti di questa mattina ripresi dalla webcam Carì Gerre 2000.

La webcam
Gli assembramenti davanti agli impianti hanno iniziato a circolare in rete in mattinata, attraverso degli screenshot delle webcam che si trovano sul sito della località sciistica. La webcam incriminata, però, poco dopo ha smesso di funzionare. Cosa è successo? I più maliziosi, infatti, potrebbero pensare che la telecamera sia stata spenta per evitare di mostrare qualche lacuna nei piani di protezione. “Forse c’è stato un problema, ma non dobbiamo nasconderci dietro a delle webcam”, ha detto Gendotti, “qui il problema è garantire la salute pubblica e fare in modo che le persone si possano divertire”. Quando il giornalista gli ha chiesto nuovamente come mai la webcam abbia smesso di funzionare proprio in seguito alla diffusione delle foto di assembramenti, Gendotti ha risposto: “Su questo io non sono in grado di darle delle risposte perché non è un mio compito. Ma credo che non ci dobbiamo nascondere dietro a un dito. Se abbiamo 850 persone, noi dobbiamo cercare di gestirle al meglio”.

La stessa webcam qualche tempo dopo.
La stessa webcam qualche tempo dopo.

“Controlli di polizia sulle piste”
Ma cosa ne pensano le autorità cantonali? Raffaele De Rosa, a margine della conferenza stampa odierna, ha spiegato come l’autorizzazione imponga ai gestori di “fare rispettare i piani di protezione”. Ma non finisce qui: “Vi sono i controlli da parte della Polizia cantonale che sono rafforzati e che hanno luogo sulle piste in questi giorni”.

Soluzioni a valle

I gestori di Carì dovranno quindi trovare il modo di rendere più ordinata la situazione sulle piste. Non si tratterebbe infatti di una questione di numeri. “Oggi avevamo 800-850 sciatori che è quanto ci garantisce l’autorizzazione”, ha spiegato Gendotti. Probabilmente il problema si è presentato quando il grosso degli sciatori è arrivato in vetta contemporaneamente. “Cercheremo probabilmente di bloccare ancora di più le persone che salgono da Faido”, ha detto il presidente. Già oggi, infatti, circa 250 auto sono state bloccate nel fondovalle, da un agente di sicurezza che ha spiegato loro come la capienza massima fosse già raggiunta.

“È una medicina per tutti i ticinesi”
Gendotti, però, non ci sta a far passare Carì, e le stazioni sciistiche in generale, per il cattivo della situazione. “Credo che per la salute pubblica sia più importante restare un po’ fuori”, ha detto. “Oggi vediamo che tutti chiedono interventi di psicologi, di psichiatri. Questa secondo me è un po’ una medicina per tutti i ticinesi, che possono un po’ sfogarsi all’aperto, all’aria pura”. E ha concluso: “Qui abbiamo gente che respira aria buona, giornata soleggiata, bambini che si divertono. Credo che il problema Covid del Ticino non passi da qui”.

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