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Ticino
Il principio in dubio pro reo scagiona il presunto molestatore
Il principio in dubio pro reo scagiona il presunto molestatore
Il principio in dubio pro reo scagiona il presunto molestatore
Redazione
8 anni fa
Scagionato il 50enne del Mendrisiotto comparso in Pretura penale a Bellinzona per rispondere dei reati di "esibizionismo e molestie sessuali"

"Non ho fatto nulla. È stata una vendetta motivata dal rancore nei miei confronti". L'ha ripetuto più volte il cinquantenne del Mendrisiotto comparso ieri in Pretura penale a Bellinzona per rispondere di due reati "infamanti", per usare le sue parole: esibizionismo e molestie sessuali.

E così, in virtù del principio in dubio pro reo, la giudice Elettra Orsetta Bernasconi Matti l'ha prosciolto. In effetti, non vi sono le prove che l'uomo, incensurato, abbia davvero commesso le fattispecie che gli venivano rimproverate dalla procuratrice pubblica Margherita Lanzillo, la quale ne aveva chiesto la condanna a una pena sospesa per due anni di 30 aliquote giornaliere da 80 franchi ciascuna.

La vicenda risale ad oltre un anno fa, quando imputato pubblica un annuncio su un noto portale online alla ricerca di una donna che fungesse sia da aiuto domiciliare sia da segretaria. Le risposte non tardano ad arrivare ("oltre 200", ha affermato) e la scelta cade su una trentenne dell'Est residente in Italia.

Prima di assumerla con uno stipendio mensile di "1'400 franchi al mese, che sarebbe aumentato fino a un massimo di 2'800" la mette alla prova per alcuni giorni. Ed è proprio in questo lasso di tempo che, secondo la badante-centralinista, sarebbero avvenuti i fattacci. Secondo il racconto della presunta vittima, il 50enne si sarebbe masturbato davanti a lei mentre guardava un filmato pornografico. In un'altra occasione si sarebbe poi  fatto trovare nudo in salotto e avrebbe chiesto alla 30enne di fargli un massaggio dapprima prostatico e in seguito nelle parti intime nonché di dormire con lui, previo pagamento.

Nella sua disamina dei fatti, la giudice Elettra Orsetta Bernasconi Matti ha evidenziato il fatto che "Il caso presenta molti punti oscuri e l'inchiesta penale è stata deficitaria. Qualcosa di insolito nella condotta dall'accusato c'è stato, come ad esempio il fatto che nella candidatura era richiesta la bella presenza, che per l'annuncio di offerta di lavoro era stato utilizzato uno pseudonimo oppure, ancora, che in casa era presente un oggetto sessuale".

Tuttavia, l'impossibilità di procedere ad un confronto (la donna si è resa irreperibile subito dopo aver sporto denuncia) e la mancanza di prove certe, hanno portato al proscioglimento dell'imputato.

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del Corriere del Ticino

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