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Ticino
Il preventivo del mal di pancia
Redazione
15 anni fa
Il preventivo 2012 del Cantone è stato approvato oggi dal parlamento ticinese con 40 voti favorevoli, 17 contrari e 30 astenuti

Due giorni e mezzo. Sedici ore di discussioni. 220 milioni di deficit. Critiche, accuse, bocciature, incoraggiamenti (pochi per la verità) e un fiume di parole. Le più gettonate? Responsabilità, astensione, futuro, crisi, progetti. Tutto questo e molto altro è stata la discussione sul preventivo 2012. Quello che non è piaciuto a nessuno. Ma la sensazione, al termine del dibattito conclusosi con la striminzita approvazione con 40 voti favorevoli (PLR e PPD), 17 contrari (Verdi e UDC) e 30 astenuti (Lega e PS), è che ogni partito non si è mosso di un centimetro dalle sue posizioni. E questo, in un paese che da sempre ritiene la concordanza l’unico valido metodo di gestione della cosa pubblica, è un problema. Lo si è capito soprattutto dalle dichiarazioni finali dei partiti. I liberali radicali hanno ribadito che “votiamo sì più per rispetto delle istituzioni che per la convinzione di aver imboccato la via giusta” ha detto il capogruppo Christian Vitta. “Ci rendiamo conto di non essere stati teneri con i consiglieri di Stato” ha detto invece il capogruppo PPD Fiorenzo Dadò che ha dato “la piena disponibilità a discutere su tutto e con tutti”. Ma anche in chiusura le polemiche sono rimaste le stesse. I partiti storici che chiamano alla responsabilità il nuovo partito di maggioranza, accusato di essere succube del proprio presidente a vita. Le Lega che difende le proprie scelte accusando il PLR di attacchi inaccettabili. Il PS che – come ha affermato la capogruppo Pelin Kandemir – rivendica la propria coerenza: “tutti avete chiesto di spendere meno ma meglio, salvo poi cadere in contraddizione e chiedere più spese senza dire dove tagliare” ha detto Kandemir. E poi i Verdi che con Sergio Savoia si interrogano sul significato della parola responsabilità. “Qualcuno mi deve spiegare perché se la Lega si astiene è da irresponsabili e se lo fa il Ps invece è coerenza. Qualcuno mi deve spiegare perché è da responsabili accettare un preventivo con un deficit da 220 milioni. E poi – ha chiuso il coordinatore dei Verdi – basta con questa storia sentita dal governo sulla difficoltà oggettiva dovuta alla crisi. Mica ve l’ha detto il dottore di candidarvi. Avete voluto la bicicletta ora pedalate se no fatevi da parte”. E poi in conclusione l’UDC che con il relatore di minoranza Marco Chiesa ha fatto un ultimo, disperato appello ai cugini della Lega, invitandoli a trasformare l’astensione in un no.[email protected]

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