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Gran Consiglio
Il preventivo 2025 si gioca sugli emendamenti
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Redazione
2 anni fa
73 gli emendamenti presentati dalle diverse forze politiche: non sono mai stati così tanti.

Oggi il dibattito parlamentare sul preventivo 2025 sta proseguendo con l'analisi dei singoli Dipartimenti. L'esito finale del testo è legato al successo (e all'insuccesso) dei numerosi emendamenti presentati dalle forze parlamentari. Non sono mai stati così tanti e alcuni arrivano addirittura da chi il rapporto di maggioranza lo ha firmato. Tutto si giocherà infatti alla fine, con la discussione delle 73 proposte di modifica alle varie misure sostenute o aggiunte nel rapporto di maggioranza Plr, Centro e Lega. Molte portano la firma dell’MpS e del fronte rosso-verde e mirano a stralciare tutti i tagli al sociale, alla sanità, alla scuola. A sollevare un polverone è stato soprattutto l'emendamento contro il taglio alla pedagogia speciale, firmato dal Ps e a sorpresa anche dal presidente centrista Fiorenzo Dadò. La mossa non è risultata gradita a Plr e Lega: ieri, le due forze politiche si sono riservate la possibilità di decidere il loro sostegno solo a fine dibattito. La maggioranza, insomma, vacilla.

Il settore dell'asilo

Oltre all'emendamento contro il taglio dei contributi alla pedagogia speciale che, forte anche delle pressioni di piazza, potrebbe avere i numeri per passare, per la Lega sarà importante l’esito dei suoi due emendamenti in materia di asilo e tagli alla spesa. La maggioranza commissionale si è accordata per rivedere l’importo, ma per via Monte Boglia si potrebbe fare di più. Di parere completamente opposto è invece un altro emendamento a firma Centro e PS.

"Responsabilità"

Da parte sua, l’UDC avanza alcune proposte per incidere maggiormente sulla spesa. La sinistra si batte invece per tutelare il meccanismo di erogazione dei sussidi di cassa malati e promette già referendum. Un emendamento firmato da più partiti chiede poi la retromarcia sull’annullamento della scuola di polizia. Di fronte a questo complesso scenario, il Governo attende, ma ieri ha avvisato il Gran Consiglio, per voce del presidente Christian Vitta: “Noi la responsabilità delle misure che proponiamo la assumiamo. E voi?” Il quesito rimane in sospeso.