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Ticino
"Il presidente non fa il presidente"
Redazione
12 anni fa
Duro attacco di Giovanni Jelmini a Manuele Bertoli: "Invece di governare promuove il pensiero del suo partito. Urge un dibattito"

Sta dividendo il Ticino, l'agire del presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli, in particolare in seguito al suo ormai famoso discorso del Primo agosto. Tra chi invoca le dimissioni del ministro socialista e chi crea gruppi in suo sostegno, oggi è il presidente del Partito popolare democratico Giovanni Jelmini ad esprimersi sulla questione, con un'opinione pubblicata sul Corriere del Ticino.

Jelmini esordisce ricordando di essersi già più volte permesso di criticare, "civilmente e garbatamente", alcune dichiarazioni rilasciate su temi d'attualità dal consigliere di Stato Manuele Bertoli, in quanto non ritiene opportuno che un ministro del Governo cantonale, già presidente del PS, "promuova le visioni del proprio partito quasi approfittando della carica istituzionale di cui è stato investito."

Il presidente PPD ribadisce pure di aver condannato senza mezzi termini chi, "peraltro in modo anonimo e quindi codardo", ha insultato e augurato del male al presidente del Governo.

"Resta aperta non di meno la questione relativa al ruolo, ai compiti e al comportamento pubblico dei membri del Consiglio di Stato e del presidente del Governo" scrive Jelmini.

Il quale ricorda che la Costituzione cantonale parla di Consiglio di Stato che dirige collegialmente gli affari cantonali. "Dirigere in modo collegiale significa che gli affari del collegio governativo sono prioritari rispetto agli altri impegni dei membri del Consiglio di Stato, i quali, di principio, devono essere solidali con i colleghi e con le deliberazioni del collegio" scrive il presidente PPD. "Il Consiglio di Stato nomina il suo presidente, che sta in carica un anno e che è un "primus inter pares", ossia non dispone di alcun poter supplementare rispetto ai suoi colelghi; durante l'anno presidenziale ha l'incarico di guidare le sedute del Governo e di rappresentare l'Esecutivo verso l'esterno."

"Questi principi e queste norme non vengono sempre rispettate dagli attuali membri del Consiglio di Stato e in particolare dall'attuale presidente che, se da un lato, come qualsiasi cittadino, ha il diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero sui temi di attualità politica, dall'altro, nella sua qualità di presidente del Governo è chiamato a rappresentare tutto il Collegio governativo, come pure il Cantone" sostiene Giovanni Jelmini. "E allora le sue esternazioni pubbliche in occasione del discorso ufficiale del 1° Agosto non solo non sono opportune ma non sono neppure legittime."

"Come non sono opportune le più recenti dichiarazioni a difesa dell'istituzione di una cassa malati unica federale (materia di competenza del DSS) e quelle concernenti l'intervento pubblico per l'acquisto di un'ampia area industriale da affidare ad aziende serie e di qualità (campo di azione del DFE)" scrive ancora Jelmini.

"E se di queste cose Manuele Bertoli non ha discusso con gli altri membri del Governo e con loro non ha raggiunto un'opinione condivisa, allora non sta svolgendo correttamente il ruolo di presidente dell'Esecutivo e non sta rappresentando il Cantone (per inciso non sembra neppure occuparsi prioritariamente dei problemi del suo Dipartimento) ma si sta occupando più semplicemente della promozione del pensiero del suo partito" aggiunge il presidente PPD.

Per concludere Jelmini auspica un dibattito sul ruolo, sui compiti e sulle competenze del Consiglio di Stato, così come del suo presidente. "Dibattito che va affrontato quanto prima per evitare un utilizzo improprio - in questi mesi che ci separano dal rinnovo dei poteri cantonali - delle più alte cariche istituzionali conferite dal popolo ticinese. Governare è in fatti un servizio allo stato e ai suoi cittadini e non un modo per promuovere le proprie visioni personali."

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