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Il Presidente e il Papa: "Sogno che si avvera, porterò l'abbraccio del Ticino"
Il Presidente e il Papa: "Sogno che si avvera, porterò l'abbraccio del Ticino"
Il Presidente e il Papa: "Sogno che si avvera, porterò l'abbraccio del Ticino"
Redazione
7 anni fa
Il neo primo cittadino Claudio Franscella: "Sarò vicino alla gente. Quell'applauso dopo la discussione con Bertoli..."

Claudio Franscella è stato eletto all'unanimità presidente del Gran Consiglio ticinese. Alla sua quarta legislatura in Parlamento, il deputato PPD ha festeggiato ieri sera nel suo comune di attinenza, Brione sopra Minusio, con un folto pubblico di sostenitori. Ticinonews lo ha contatto per capire come affronterà questo importante anno di legislatura. 

Signor Franscella come ha vissuto la giornata dei festeggiamenti? 

È stato emozionante e i festeggiamenti si sono protratti fino a tardi. Più di 300 persone erano presenti a Brione Sopra Minusio, comune che ho scelto perché è il comune d'origine della mia famiglia dal 1560 (Franscella è domiciliato a Muralto). Sono commosso per il grande lavoro svolto dalle autorità comunali e i volontari, che nonostante il brutto tempo, hanno fatto tutto il possibile per rendere piacevole la serata. Inoltre ringrazio le persone che sono intervenute con i discorsi, dal sindaco al presidente del patriziato, dal presidente del PPD Fiorenzo Dadò al presidente del Governo Chrisitan Vitta. 

Come si appresta ad affrontare il ruolo di presidente del Gran Consiglio? 

Sono onorato di coprire questa importante carica istituzionale. Cercherò di essere un presidente vicino alla gente. Conosco molto bene il territorio grazie alla gavetta in Consiglio comunale, in Municipio, ma anche come giudice di pace e per le attività in diverse associazioni sportive. C'è tanta gente che fa opere di volontariato in Ticino, che è ricco di iniziative. Il mio compito sarà quello di fare sentire l'appoggio del Cantone ai volontari. Poi cercherò di servire il Parlamento come meglio posso, cosciente delle responsabilità e delle mansioni che questo ruolo richiede. Voglio dirigere il dibattito parlamentare con correttezza e nel massimo rispetto delle regole dell'istituzione. 

Nel suo primo discorso davanti al plenum ha esortato i deputati a mantenere un dialogo costruttivo tra le parti e ad avere maggiore rispetto. Secondo lei il dibattito politico è degenerato negli ultimi anni?

Oggi assistiamo a un degrado del dibattito in generale, non solo uno scollamento tra i vari poteri politici, ma anche tra la politica e la popolazione. È un atteggiamento che sta intaccando il valore della democrazia. Il mio auspicio è quello di poter riprendere il dialogo, lavorando con maggiore trasparenza e nei limiti della correttezza, soprattutto quando ci sono posizioni troppo divergenti. Ognuno deve poter portare la propria idea, ma nel modo corretto. Per questo ho chiesto ai parlamentari di sforzarsi per un nuovo modo di fare politica, basata sulla ricerca del bene comune e non di voler combattere un nemico a tutti i costi. 

Durante il discorso di ieri, il suo presidente di partito Fiorenzo Dadò ha preannunciato che le spetta un compito non facile: ricucire i rapporti un po' incrinati tra Governo e Parlamento...

Sì, si è creato qualche muro. Il primo passo è quello di rispettare i valori, i ruoli e le regole in gioco. Ho parlato di informazione: Parlamento e Governo devono essere trasparenti per essere efficaci. Inoltre le informazioni devono essere costanti e oggettive. Fughe di notizie o informazioni incomplete mi auguro non abbiano più a ripetersi. 

Come primo cittadino dovrà gestire il dibattito parlamentare e richiamare all'ordine quei deputati che si dilungano o fanno interventi sopra le righe...Ha ricevuto qualche consiglio su come affrontare questo ruolo?

La carica di presidente del Parlamento è sempre legata alla personalità di chi la ricopre. Ogni presidente dà la sua impronta. Ho fatto due anni come vicepresidente, davanti a me c'erano Walter Gianora (PLR) e Pelin Kandemir Bordoli (PS), due caratteri molto differenti, da cui ho imparato molto. Oggi faccio tesoro di quello che mi hanno insegnato e come ogni presidente, metterò l'accento su determinati oggetti. 

Lei è conosciuto per essere un deputato abbastanza pacato. Ma durante un suo intervento aveva stupito tutti attaccando Bertoli. Un intervento che gli aveva valso pure un applauso in sala...Insomma, è capace di stupire e di tirare fuori qualità inaspettate. Vedremo questa verve anche in qualità di primo cittadino?

In quel caso, il dibattito era concentrato su un tema, non sulla persona. Non ho mai avuto problemi con Bertoli, anzi. Il dibattito deve essere franco e corretto, ma senza insulti. Per quanto riguarda la verve, sono stato docente per vent'anni, un mestiere che mi ha permesso di essere molto didattico. È importante che il Parlamento venga informato da me sui passi che verranno intrapresi. Io sarò chiaro su quello che voglio. Se qualcuno abuserà di questo, vedrà un presidente più deciso. Dò fiducia a chi mi sta di fronte, ma pretendo anche fiducia. Vedremo...

Tra i tanti temi che verranno affrontati il prossimo anno, quali sono quelli che le stanno piû a cuore? 

Sicuramente rafforzare i rapporti tra i Comuni e il Cantone. È un tema che conosco bene, essendo stato sindaco di Lavertezzo e vicesindaco a Muralto. Sono dell'opinione che i rapporti con i comuni vanno cambiati: devono avere criteri di maggiore rapidità, poter adattarsi al ritmo del mondo civile. Ed è anche importante che non ricadano maggiori oneri su di essi. La consultazione del progetto Ticino 2020 è in una buona fase di discussione, ma si può ancora migliorare la situazione. Un altro tema che mi sta a cuore è avere uno sguardo che travalichi le frontiere cantonali, rafforzando la collaborazione soprattutto con le autorità a sud in materia del mercato del lavoro e dei trasporti. È ok mostrare il braccio di ferro, ma è anche importante il dialogo per poter avanzare. 

Ieri il Gran Consiglio ha già preso alcune decisioni importanti, come quella di lasciare i partiti minori fuori dalle Commisioni. Come valuta questa decisione? 

Come presidente sono superpartes, non mi esprimo quindi in merito. Ho semplicemente preso atto di quanto successo in aula, c'erano motivazioni valide da entrambe le parti. Mi auguro solo che questa esclusione non crei troppi disagi nel dibattito in aula. Un po' lo prevedo già, ne abbiamo avuto un primo assaggio ieri. Ma è il dibattito democratico, è giusto discutere. 

Il nuovo Parlamento ha visto accrescere la presenza di partiti minori (MPS, PC, Più Donne) e la rappresentanza femminile. Secondo lei cosa cambierà nel dibattito politico? 

Il Parlamento è più frammentato e variegato. Dal profilo democratico è positivo. La crescita dei piccoli partiti è un'analisi che però devono fare i partiti storici. Dal profilo della conduzione del dibattito può creare qualche problema in più. Ma mi preparerò. Con 20 teste di allievi caldi e diverse, ho imparato a valorizzare le qualità di ognuno di loro. Affronto la sfida con spirito sereno. 

Tra i primi compiti che le spettano c'è un viaggio a Roma, dove incontrerà Papa Francesco. Personalità che ha pure citato nel suo discorso di apertura...

Quando ho scritto il discorso ancora non sapevo che l'avrei incontrato. Il caso della vita ha voluto che proprio nell'anno della mia presidenza il Ticino è il Cantone ospite per il giuramento delle nuove guardie del Pontefice. È una notizia che mi ha riempito il cuore di gioia. È il mio sogno da sempre incontrarlo. Lo incontrerò mercoledì. 

Sa già cosa dirà al Papa? 

Porterò l'abbraccio di tutti i ticinesi, in particolare di quelli che soffrono. Sono fiero di rappresentare un Cantone che ha dato parecchie guardie al suo corpo. E lo ringrazierò per aver ispirato il mio discorso.

LS 

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