
Il presidente del Catanzaro Calcio e amministratore della "GICOS Import-Export Srl" Giuseppe Cosentino e la figlia Ambra sono stati arrestati e posti ai domiciliari assieme ad altre due persone dalla Guardia di finanza nell’ambito di un’operazione denominata “Money gate” coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi. Cosentino è accusato di appropriazione indebita e di reati tributari mentre la figlia e gli altri due arrestati, dipendenti della società di import-export dell’imprenditore, sono accusati di riciclaggio. Per l’accusa avrebbero trasferito somme di denaro in Svizzera, più precisamente a Lugano.
L’operazione ha portato anche al sequestro di beni per 4 milioni di euro. Il Catanzaro Calcio, secondo quanto si è appreso, è estraneo ai fatti di riciclaggio. Le indagini hanno portato alla luce un’associazione per delinquere aggravata dalla transnazionalità e finalizzata alla commissione di reati di natura fiscale, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e appropriazione indebita ai danni della GICOS Srl.
Il provvedimento eseguito in data odierna scaturisce dall’avvio – nel giugno del 2011 – di una verifica fiscale da parte dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Reggio Calabria nei confronti della GICOS, nel cui ambito erano emerse numerose irregolarità in relazione alla presenza di anomale transazioni finanziarie verso l’estero nonché ad un ingente utilizzo di denaro contante.
Le indagini hanno evidenziato l’esistenza di un’associazione per delinquere, aggravata dalla transnazionalità, finalizzata alla commissione dei reati di appropriazione indebita, di emissione e utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, di dichiarazione infedele, nonché di riciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.
In particolare è emerso che la GICOS, negli anni d’imposta 2006, 2007 e 2008 si è avvalsa di fatture false per quasi 2 milioni di euro. La maggior parte di dette fatture sono state emesse da una società con sede negli Stati Uniti che ha effettivamente ricevuto i pagamenti dovuti. Gli accertamenti hanno tuttavia dimostrato che pochi giorni dopo l’avvenuto accredito delle somme, le stesse venivano restituite (trattenendo una percentuale intorno al 5%) con bonifico su una serie di conti correnti in Svizzera intestati a società con sede in paradisi fiscali (Isole Vergini Britanniche, Panama, ecc.) di fatto riconducibili a Cosentino.
Si evidenzia inoltre che, in esito a specifica attività rogatoriale con la Svizzera è emerso che nel periodo 2006/2011 sono sttai effettuati in territorio elvetico versamenti di contanti per più di 4 milioni di euro. Di questi, 1 milione è stato versato in contanti in data 05.10.2011 su un conto corrente cifrato denominato “cioccolato” riconducibile alla figlia. Al riguardo, gli accertamenti hanno fatto emergere che dette somme sono state successivamente trasferite, in data 26.01.2012 su un conto corrente, sempre in Svizzera di una ulteriore società estera, quindi convertite in franchi svizzeri e trasferite su un ulteriore rapporto bancario il 03.01.2013, ed infine trasferite su un conto localizzato alle Bahamas. Determinante in questo caso la complicità dei due fiduciari ticinesi (pue indagati).
Si aggiunge infine che le richiamate somme, dopo essere state detenute in Svizzera, sono state fatte rientrare in larga parte (per complessivi 5,6 milioni di euro) in Italia su conti correnti intestati ad una società fiduciaria, per il tramite dello strumento dello scudo fiscale.
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