
“Caso vicesindaco: il PPD si spacca”. Lo afferma il direttore del Mattinonline, Boris Bignasca, sulla scorta di alcune voci critiche raccolte all’interno del partito azzurro nei confronti della decisione del municipale di Lugano Angelo Jelmini. Il quale, ricordiamo, aveva funto da ago della bilancia schierandosi a favore della liberale Giovanna Masoni Brenni in occasione della scelta municipale per la carica di vicesindaco della Città, a scapito del più votato Lorenzo Quadri.
La Lega ha già espresso in lungo e in largo la propria rabbia per quella che considera l’ennesima usurpazione dei partiti storici affamati di cadreghe. Ora, nella sua battaglia, ha trovato qualche alleato pipidino. E quindi, in men che non si dica, ecco comparire la presunta “spaccatura”.
Il primo esponente PPD ad aver criticato la scelta di Angelo Jelmini è stato il consigliere comunale Rolf Endriss. “Con tutta la simpatia e stima nei confronti di Giovanna Masoni Brenni, penso che sarebbe stato corretto da parte sua rinunciare” ha scritto su Facebook.
Poi si è aggiunto Ares Bernasconi, ex presidente della sezione PPD di Molino Nuovo. “È una questione di legittimità popolare. Lorenzo Quadri ha ricevuto ben 1’000 voti in più. E non sono pochi.”
Infine, poco fa, è giunta la presa di posizione di Franco Denti. “Per la nomina a vicesindaco non è stata tenuta minimamente in conto la volontà popolare. Poi ci si chiede perché la gente non vota più…” ha affermato il granconsigliere popolare democratico.
Invece di attendere la prossima presa di posizione critica da parte di qualche membro del PPD, abbiamo deciso di interpellare direttamente il presidente cantonale Giovanni Jelmini. Davvero il suo partito si sta spaccando per una “cadrega”, per di più altrui?
“Non credo valga la pena esasperare una piccolissima questione come il vicesindacato di Lugano quando la Città versa in gravi problemi finanziari” taglia corto il presidente.
Jelmini dice di non percepire questa presunta spaccatura all’interno del suo partito e, comunque, di non essere abituato ad occuparsi di questioni marginali.
“Io non ho mai messo naso in questa decisione, che spettava unicamente al Municipio di Lugano” afferma. “Sarebbe stato più decente e dignitoso se i due partiti (Lega e PLR) avessero trovato un accordo tra di loro anziché poi litigare e cercare di coinvolgere altre forze politiche.”
Il presidente PPD auspica che gli attriti tra Lega e PLR vengano accantonati al più presto. “Come detto, la Città è alle prese con gravi problemi finanziari. È di quelli che occorre occuparsi, non di farsi la guerra a vicenda.”
Se però questa diatriba dovesse andare avanti, è ipotizzabile che alcuni esponenti del PPD si schierino da una parte, altri dalla parte opposta… “Non credo” taglia corto Jelmini. “Se hanno senso di responsabilità continueranno a lavorare, per il bene della Città.”
AS
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