
Voti PPD? Dimmi cosa ne pensi e noi ne terremo conto. Parola di presidente.
Le cantonali sono dietro l’angolo. E bisogna dirlo: negli ultimi anni le elezioni non è che abbiano dato grandissime soddisfazioni ai popolari democratici. E anche l’elettorato storico, il cosiddetto zoccolo duro, è sempre più sottile. Così l’ufficio presidenziale, ad un anno e mezzo dalla propria entrata in carica, ha pensato bene di interrogare la base con un sondaggio spedito a 5 mila aderenti. Un paio di paginette fronte retro in cui viene chiesto, anonimamente, ai popolari democratici quali siano le loro priorità, i temi che più preoccupano, ma anche una valutazione sui dirigenti del partito e sugli eletti ad ogni livello.
La parola d’ordine è coinvolgimento. Perché, ha sottolineato il presidente Fiorenzo Dadò, far decidere la linea politica a un centinaio di persone, chiusi tra 4 mura, non funziona più.
La cosa più interessante è che in futuro, in casa PPD, potrebbe suonare una musica decisamente diversa. Tra le varie domande, infatti, ne fa capolino una che riguarda le primarie. Per farla breve: invece che trovarsi una lista per il Consiglio di Stato, con nomi decisi dai vertici del partito, il comitato cantonale potrebbe essere chiamato a scegliere tra diverse proposte. Ed in quel caso sarà meglio non dare nulla per scontato.
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