
Ieri i risultati del sondaggio, oggi la mozione.
A seguito della consultazione promossa dall'associazione Ticino&Lavoro tra quasi 1'000 ticinesi iscritti in disoccupazione, oggi Fiorenzo Dadò, a nome del gruppo parlamentare PPD, presenta una mozione con la quale chiede di dare seguito alle proposte scaturite del sondaggio e di riformare in tal senso gli Uffici Regionali di Collocamento (URC), in modo da dare un aiuto concreto ai disoccupati.
Il PPD ricorda che il 14 ottobre 2014 Lorenzo Jelmini e Marco Passalia avevano sottomesso all’attenzione del Consiglio di Stato un’interrogazione parlamentare intitolata "Uffici Regionali di Collocamento: che siano maggiormente al servizio di chi cerca lavoro". Nell’interrogazione i deputati mettevano in evidenza il lodevole lavoro svolto da Giovanni Albertini e dall’associazione Ticino&Lavoro e si facevano portavoce di alcune problematiche messe in evidenza dai volontari impegnati nell’associazione.
Ora Ticino&Lavoro, a seguito del sondaggio, ha elaborato una serie di proposte concrete atte a migliorare l’efficacia degli URC.
Il gruppo parlamentare PPD vuole valorizzare l’importante lavoro svolto da Giovanni Albertini e dai volontari di Ticino&Lavoro e ritiene che quest’iniziativa nata dall’impegno di un gruppo di privati cittadini meriti un’attenta considerazione politica, poiché convinto che le proposte emerse possano rappresentare una soluzione interessante a favore di tutti.
Sulla base dello studio condotto da Ticino&Lavoro il gruppo Parlamentare PPD+GG porta quindi all'attenzione del Governo le seguenti proposte:
1) Di introdurre l’obbligo di notifica dei posti vacanti all’URC.
2) Di favorire la creazione di gruppi di auto-aiuto e di sostegno ai disoccupati promuovendo lo scambio reciproco d’informazioni e supporto morale.
La gestione dei gruppi andrebbe affidata a del personale formato adeguatamente per l’incarico.
3) Di introdurre un questionario qualitativo, quale strumento di valutazione dell’operato degli URC e quindi dei consulenti.
4) Di investire maggiormente nella formazione dei consulenti e di suddividerli per settore di competenza.
5) Di adattare e proporre corsi più mirati alle esigenze del disoccupato e del mercato del lavoro, insistendo ad esempio sui corsi di lingue straniere (specialmente il tedesco).
6) Di rivedere le sanzioni verso i disoccupati che sono, in alcuni casi, troppo penalizzanti.
7) Di aumentare i controlli e stabilire delle linee guida per le ricerche.
Il disoccupato deve svolgere le ricerche e vanno evitati gli abusi da parte di chi un lavoro non lo vuole trovare.
8) Di migliorare la collaborazione con l’Ufficio del Sostegno Sociale e Inserimento, creando e condividendo una banca dati indigena di disoccupati suddivisi per settore.
9) Di promuovere maggiormente gli stage e le possibilità di volontariato.
10) Di proporre una collaborazione attiva agli URC nel resto della Svizzera.
11) Di adattare il numero dei consulenti in base alle esigenze al fine di garantire un servizio di qualità.
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