
Ultimo appuntamento elettorale per il PPD. In un Fevi pieni zeppo, gli azzurri hanno innanzitutto omaggiato il ministro uscente Luigi Pedrazzini. Che ha contraccambiato calorosamente: “Se ho potuto fare politica con successo in tutti questi anni lo devo soprattutto a voi”, ha detto Pedrazzini. Ma il congresso di Locarno è stato indetto soprattutto per serrare i ranghi a due settimane dalle elezioni. “Tra PLR e Lega, per il raddoppio in Governo, i ticinesi posso sceglier una terza via”, questo il messaggio lanciato oggi dal PPD. Fabio Regazzi: "Ci siamo anche noi" “Da un lato – ha detto il vicepresidente Faio Regazzi - abbiamo un PLRT ripiegato su stesso e dilaniato da lotte intestine fra le due correnti, i cui esponenti non perdono occasione per denigrarsi reciprocamente. Un partito che invece di affrontare i problemi del Ticino disperde le proprie energie in discettazioni sulla laicità dello Stato e sulla legittimità di un candidato cattolico a far parte delle propria lista. Dall’altro la Lega dei Ticinesi, un movimento che fa leva sulle paure della popolazione, alimentandole ad arte, per raccogliere facili consensi. Abile a denunciare i problemi, senza tuttavia essere in grado proporre soluzioni, se non con fanfaronate come quella di erigere muri al Gottardo o alle frontiere con l’Italia.Orbene, se queste sono le forze politiche che dovrebbero contendersi la leadership nel nostro Cantone, allora non dobbiamo aver paura di affermare che il PPD ha tutte le carte in regola per raccogliere la sfida e proporsi agli elettori ticinesi quale alternativa”. PPD all’attacco anche come tattica difensiva: “Per noi – ha spiegato ancora Regazzi - la posta in gioco è alta, molto più di quanto parecchi sono probabilmente propensi a ritenere. Siamo però in una posizione decisamente scomoda. La tentazione, del tutto legittima, potrebbe essere quella di puntare alla posta piena. Tutto è possibile e sognare non costa nulla. Se però facciamo un esercizio di sano realismo dobbiamo prima di tutto guardarci alle nostre spalle, dove in particolare Lega, che nei sondaggi ci ha già superato, e PS faranno di tutto per operare il sorpasso ai danni del PPD. Se questo dovesse accadere le conseguenze per noi sarebbero pesantissime”. Monica Duca Widmer: duro attacco alla LegaMonica Duca Widmer ha messo nel mirino la Lega. E, più in generale, il populismo. “L’elettorato di oggi – ha detto - premia chi grida e chi grida ha ora un posto saldo e non può essere ignorato. Premia chi elenca in piazza i problemi senza peraltro proporre e trovare le soluzioni agli stessi. Premia chi continua a chiedere riduzioni fiscali e chiede parallelamente nuove prestazioni, come se il finanziamento dello Stato fosse garantito dalla manna e non dalle imposte. Premia chi, pur essendo in governo ed avendo quindi pari responsabilità politiche, propone la costruzione di un muro alla frontiera per tutelarci dai nordafricani in fuga e dai frontalieri. E pensa forse di far portare i capitali esteri alla nostra piazza finanziaria con l’elicottero e di costruire porte che si aprono solo in una direzione per permettere le esportazioni senza le quali avremmo un tracollo della nostra economia. Premia chi chiede locali per rinchiudere i giovani con una sbornia, ma non chiede sanzioni per chi usa cocaina. Premia chi chiede più sicurezza ma boccia gli aumenti di crediti per la Polizia. Per anni si è riso di coloro che la domenica mattina venivano denigrati dalla costola dissidente del PLR , per anni sino a che oggi il partito dal quale si è staccata la costola rischia di vedersi staccata la testa e teme – a ragione - di vedere dimezzata la propria rappresentanza in governo a favore di un raddoppio della Lega. Ma tutto ciò cari amici ed amiche è segno di un disagio della popolazione, di una paura, di una insicurezza, alle quale noi – partiti storici, non abbiamo saputo reagire in modo adeguato”. Il caso Denti
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

