
Il PPD apre ufficialmente la campagna elettorale. Cinquecento tra militanti ed esponenti di spicco hanno preso posto al cinema teatro di Chiasso per assistere al congresso programmatico del partito. “Dalle nostre radici progetti forti per il Ticino”, questo lo slogan del programma. E parole d’ordine, come famiglia, solidarietà, scuola, mobilità e sicurezza. Giovanni Jelmini come William Wallace Ad aprire i lavori il presidente Giovanni Jelmini che, da buon condottiero, ha lanciato l’urlo di battaglia: “Il PPD per il Ticino. È questo lo slogan che abbiamo scelto per la nostra campagna elettorale. Slogan che, come sapete, è una frase memorabile usata in un contesto politico, come espressione ripetitiva di un'idea o di un proposito. Il termine - che deriva dal gaelico scozzese - originariamente significava "grido di guerra" o "grido di battaglia". “L’occupazione in Ticino” Poi è la volta dell’altro nome pesante della lista pipidina per il Consiglio di Stato, Paolo Beltraminelli: Tutti parlano di crisi ma quella che stiamo vivendo è una crisi particolare, settoriale e non generalizzata. Il Ticino, quest’anno, ha raggiunto il record assoluto di persone occupate. Sono oltre 202.000 i lavoratori nel nostro Cantone e oltre 45'000 di questi (quindi uno su quattro) è frontaliero, una cifra impressionante. Paradossalmente però vi è una grande carenza di ticinesi formati nelle professioni tecniche, manuali, del turismo, della sanità, mentre aumentano i giovani disoccupati. È pertanto evidente che ha poco senso polemizzare contro la massiccia presenza di frontalieri se non si riesce a riavvicinare i ticinesi a queste importanti professioni e ve lo dice un ingegnere che da anni fatica a trovare ticinesi disponibili a intraprendere questa sua appassionante professione. “Giovani, credete nella politica” Il ministro Luigi Pedrazzini è stato salutato con una standing ovation. Nel suo ultimo discorso a congresso da consigliere di Stato, si è rivolto ai giovani. Del suo partito ma non solo: “Invito i giovani ticinesi ad impegnarsi e a sacrificarsi per la politica. Per chi lo ha fatto, alla fine, può dire che ne è valsa la pena”. Il sogno di Franco Denti Poi gli altri tre candidati, sulla lista. Cominciamo da Franco Denti e dal suo sogno: “Il sogno che per la prima volta un medico di famiglia possa guidare il DSS. Non è forse l’utopia il motore del Mondo?” “Non ho l’età, però…”Poi c’è il sogno di Nadia Ghisolfi: “Non ho l’età, non ho l’esperienza e non ho probabilmente nemmeno il sesso giusto per essere qui. Non faccio parte dell’élite storica del partito, ma ci metto tutto il mio impegno in quello che faccio e voglio riavvicinare la politica alla persona. Io oggi sono qui su questo palco ma potrei benissimo essere seduta con voi e tra di voi. Da sola posso fare poco. Insieme, invece possiamo fare tanto. Questa candidatura può essere l’occasione, una speranza ed un sogno”. “Basta politichese” Infine, ha preso la parola, Marco Passalia:” Il modello di sviluppo della nostra società estrinseca il ri orientamento delle linee di tendenza in atto - al di là delle contraddizioni e difficoltà iniziali - potenziando ed incrementando, in termini di efficacia e di efficienza, l’adozione di una metodologia differenziata. L’approccio programmatico nell’interpretare l’evoluzione della nostra società – evidente agli occhi dell’elettore – si caratterizza per la puntuale corrispondenza fra obiettivi e risorse, eccetera, eccetera, eccetera …non so voi, ma io non ho capito nulla di quanto ho appena letto. Questo è politichese! Questo è il linguaggio che io - da popolare democratico - non utilizzo e non voglio utilizzare per rivolgermi ai cittadini ticinesi”.
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