
"L’incredibile epilogo di una vicenda che ha segnato irrimediabilmente il Mendrisiotto". Questo il titolo del comunicato dei Verdi del Mendrisiotto che commentano l'ultimo capitolo legato all'inquinamento del Pozzo Polenta. Proprio oggi è uscita la notizia, riportata dal Corriere del Ticino, che gli ex-indiziati, la Centonze SA, hanno richiesto un risarcimento dopo la scadenza del termine per la presentazione di nuove istanze probatori.
"Vien proprio da dire: oltre il danno anche la beffa" scrivono I Verdi momò."Dopo il susseguirsi di cambi di procuratori e specialisti, la tragica vicenda del pozzo Polenta rimane irrisolta e dopo 7 anni il caso è chiuso senza colpevole. Un grave inquinamento da idrocarburi è rimasto impunito. Ma oltre a questo, la Centonze SA, proprietaria di una stazione di benzina confinante con il defunto pozzo polenta, oggi rivendica la posizione di parte lesa e chiede un cospicuo risarcimento, poiché indagata quale possibile responsabile dell’inquinamento del pozzo".
Al di là delle ragioni o meno che hanno portato la Centonze ha fare questo tipo di richiesta, i Verdi del Mendrisiotto lamentano il fatto che la giustizia non ha saputo proteggere il territorio ed un bene comune quale è l'acqua potabile. Una vicenda che per i Verdi "deve perlomeno costituire un imprescindibile precedente la corretta gestione del territorio e della falda freatica".
I Verdi auspicano quindi che d'ora innanzi non si permetterà più che in prossimità di un pozzo di acqua potabile si installino delle attività inquinanti o potenzialmente tali.
"Vicino al pozzo polenta" ricordano, "c’erano non solo diverse stazioni di benzina, ma anche uno svincolo autostradale e 4 grandi centri commerciali. Basta!"
I cittadini, aggiungono, stanno ancora aspettando una risposta sulle ragioni della lentezza della giustizia. "Com’è possibile che un’inchiesta durata 7 anni sia passata di mano in mano da un procuratore all’altro? Incredibile pensare che un pozzo che forniva acqua potabile a Morbio e dintorni sia morto e il colpevole rimasto a piede libero. Lascia basiti pensare che in questa nostra società chi uccide una fonte di vita, l’acqua, rimanga impunito, e il denaro pubblico serva anche per indennizzare chi si crede, a torto o a ragione, pregiudicato dalle necessarie indagini del caso".
"Forse un giorno ci renderemo davvero conto che i soldi non si mangiano e nemmeno si bevono" concludono. "RIP Pozzo Polenta".
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