
Finora nessuna donazione è stata fatta in Svizzera in relazione all'"Ice bucket challenge", ovvero il tormentone del momento, che prevede in alternativa un secchio d'acqua gelata in testa oppure un versamento a favore della ricerca contro la sclerosi laterale amiotrofica (SLA).
Lo hanno dichiarato al quotidiano Le Matin i portavoce delle due principali associazioni svizzere che si occupano di lottare contro questa grave malattia degenerativa.
Su Ticinonews abbiamo ripreso l'articolo pubblicato stamattina dai colleghi romandi, suscitando nel nostro piccolo Cantone un vespaio di reazioni.
Soprattutto da parte di lettori che giurano di aver versato soldi per la ricerca contro la SLA e che non si spiegano il mancato ricevimento degli stessi da parte delle associazioni.
Ebbene, per fare maggiore chiarezza abbiamo interpellato Michela Pedersini, responsabile dell'Associazione Sclerosi Laterale Amiotrofica Svizzera Italiana (ASLASI), sul cui sito è possibile effettuare donazioni.
"È vero, abbiamo ricevuto parecchie piccole donazioni, che però non risultano legate alla storia del ghiaccio" ci spiega la signora Pedersini.
La quale si dice comunque felice di questa nuova moda che ha invaso il pianeta. "Al di là delle donazioni, io sinceramente sono molto felice del fatto che si parli di una malattia che è gravissima. Nel 2006, quando abbiamo iniziato ad operare in Ticino con la nostra associazione, nessuno conosceva la SLA, che veniva spesso confusa con la sclerosi multipla. Ma in questi ultimi anni è molto aumentata la conoscenza della malattia. Ancora più in queste ultime due settimane, visto che la SLA è sulla bocca di tutti. Quindi ben vengano i secchi o qualunque altra iniziativa serva ad accrescere la consapevolezza della malattia."
Tornando alle donazioni, la signora Pedersini ammette che sono in aumento. Ma che questa tendenza era in atto già da tempo. "Il popolo ticinese ha sempre partecipato con generosità" ci dice. "In questo ultimo periodo abbiamo assistito a un aumento dei versamenti, che però era iniziato già ben prima di questa storia del ghiaccio."
La ASLASI intende comunque sfruttare l'"Ice bucket challenge" per sensibilizzare ancor più la popolazione su questa malattia. Giovedì prossimo, ad esempio, è stata organizzata al Mattarello di Balerna una serata interamente dedicata al ghiaccio. Per l'occasione una pala gommata rovescerà un gigantesco carico di acqua gelata sulle teste dei presenti. Per ognuno dei quali verrà versato un contributo alla ASLASI. Sul posto sarà presente pure un parrucchiere, a disposizione di coloro che volessero sistemare i capelli dopo l'impresa. Cosa chiedere di più?
AS
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