
"UDC Ticino si unisce all’UDC nazionale nel rallegrarsi dell'asfaltatura rimediata dall’iniziativa dei Giovani Verdi contro la dispersione degli insediamenti che, considerando la già restrittiva e non ancora totalmente attuata revisione della legge sulla pianificazione del territorio, aveva un sapore di ingiustificato accanimento terapeutico" lo ha comunicato l'UDC in una nota.
Secondo i democentristi, l’unico strumento efficace contro la cementificazione dei nostri paesaggi è una gestione autonoma dell’immigrazione. "Una crescita moderata e sopportabile per gli esseri umani e per l’ambiente è possibile unicamente se la Svizzera può decidere lei stessa il numero d’immigranti che hanno il diritto di lavorare e vivere in questo paese" afferma l'UDC.
"Per quanto riguarda i quattro temi cantonali, i primi tre sono andati nella direzione auspicata all’unanimità dal comitato del partito. Sul quarto tema l'UDC si era pronunciato a maggioranza per un no, in quanto nonostante un comitato d'iniziativa possa trovarsi d'accordo con il testo conforme elaborato dal parlamento, lo stesso sia pur sempre frutto di un compromesso che può modificare anche sensibilmente l’oggetto per il quale gli iniziativisti hanno firmato" sottolineano i democentristi.
"Se i diritti politici dei Ticinesi all’estero e i progetti con varianti non riscaldavano particolarmente gli animi - afferma l'UDC - suscitava un grande interesse invece quello inerente ai termini per la raccolta delle firme nell’esercizio dei diritti popolari, nato dall’iniziativa parlamentare 'Più voce al popolo!' depositata da Sergio Morisoli e dal gruppo UDC. La soluzione messa in votazione non è che un piccolo passo volto a compensare parzialmente l’aumento delle difficoltà nella raccolta delle firme dovuto al voto per corrispondenza. L’aumento del termine di raccolta delle firme da 45 a 60 giorni per i referendum, e da 60 a 100 giorni per le iniziative, non è la soluzione ottimale che avrebbe voluto l’UDC ma costituisce comunque un passo avanti."
"Vista l’altissima percentuale dei consensi emersi dall’urna - continua l'UCD - si sta valutando se non sia il caso di insistere in questa direzione con un’iniziativa che porti il popolo a votare anche su una ragionevole riduzione delle firme. Nonostante il successo della votazione odierna, infatti, il Ticino rimane comunque a uno degli ultimi posti nella classifica dei cantoni che rendono più agibile l’esercizio dei diritti popolari."
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