
Ahi ahi Levrat. Il PLRT ha bacchettato il presidente del PS nazionale che, citiamo, “sfoderando un italiano imbarazzante e poco coerente con la grande attenzione all’italianità vantata di recente, ha fatto recapitare in Ticino una lettera di richiesta di donazione ad aziende” (vedi FOTO).
Per il partito si tratta di “un atteggiamento poco coerente da parte di un partito che dipinge spesso i nostri imprenditori come furfanti, sempre pronti ad ostacolare sgravi fiscali peggiorando le loro condizioni quadro”.
“Muovendosi con la grazia proverbiale dell’elefante nella cristalleria e facendo sfoggio di totale mancanza di eleganza politica, Levrat non trova di meglio nel suo delirante scritto che sparare addosso al PLR, ignorando ad esempio la recente collaborazione per combattere la pericolosa iniziativa UDC “per l’autodeterminazione”, come se non fosse mai esistita e non avesse contribuito al risultato dello scorso 25 novembre”, si legge in un articolo pubblicato su Opinione Liberale.
I termini con cui si è espresso Levrat “confermano la rinomata arroganza intellettuale di certa sinistra da salotto e che si commentano da soli”. Il presidente del PS "farebbe bene a pensare alle sorti del suo partito".
"Noi non ci stancheremo di ribadire la ferma volontà di tutti i rappresentanti del PLR di lavorare per un Ticino diverso anche da quello promosso con lettere come quella di Levrat e compagni. Un Ticino dalla parte di chi crea posti di lavoro e paga le imposte, che dice basta agli abusi sul mercato del lavoro. Un Ticino che sostenga ad esempio con 3 milioni l’anno (concretezza) chi è costretto a rimettersi in pista dopo aver perso il lavoro e che crei 1000 nuovi posti di apprendistato in tempi brevi per assicurare un futuro lavorativo ai nostri giovani”, conclude il PLR.
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