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Ticino
Il PLR va all'attacco
Redazione
14 anni fa
Il coordinatore Gabriele Gendotti dice stop alle trattative e spara a zero sulla Lega: "Con la politica del Nano finiremo come Grecia e Italia"

Forse tutti insieme attorno allo stesso tavolo per un po' non li rivedremo più. Anche se in agenda  c’è ancora un appuntamento per metà aprile. I presidenti dei partiti di governo avrebbero infatti dovuto ritrovarsi per il faccia a faccia decisivo con il Consiglio Stato dopo Pasqua. Ma a quell'incontro il partito liberale radicale non ci sarà. “Non siamo più disponibili a sederci al tavolo delle trattative con partner così poco in buona fede e così tanto inaffidabili. Dovrà essere il popolo a decidere sull’iniziativa fiscale della Lega”. La citazione è di Gabriele Gendotti, Corriere del Ticino di oggi. Il coordinatore del PLR mette nel mirino la politica della Lega, in generale. E cannoneggia: “La politica del Nano e dei suoi portaborse ci farà fare la fine della Grecia e dell’odiata Italia. Chissà se la destra nostrana e sana del mondo dell’economia, delle finanza e delle banche aprirà finalmente gli occhi?”. E in particolare, Gendotti, punta il dito contro il no leghista all’amnistia fiscale, bocciata mercoledì dal Parlamento. “La Lega con la solita arroganza ha ricattato partiti e Governo con dei giochetti tattici da scuola dell’infanzia e ha fatto mancare un consenso ad una proposta che avrebbe permesso di far entrare qualche milione nelle casse del Cantone”, attacca l’ex ministro. E quindi, a seguito di questo, il leader del PLR annuncia il mancato appoggio a un compromesso, si parlava di un pacchetto da 70 milioni, sugli sgravi fiscali. I socialisti, ricordiamo, avevano già annunciato il loro “no” a qualunque sgravio. Insomma, due partiti, su quattro si chiamano fuori dai giochi. E tutto si complica. Sgravi a parte, durante i due incontri presidenziali, si era discusso anche di un potenziamento dei sussidi di cassa malati e di misure a favore dell’occupazione. E su quest’ultimo punto c’erano tutti. Giusto per la cronaca.Ma come reagiscono gli altri alla posizione del PLR? Giuliano Bignasca sottolinea la coerenza della linea leghista: “Abbiamo sempre detto che avremmo votato l’amnistia solo all’interno di un pacchetto con altre misure. Non firmiamo cambiali in bianco. E il PLR deve capire che non comanda più da solo”, dice il presidente della Lega. “In ogni caso se loro rompono le trattative non ce ne importa nulla. Noi prepariamo comunque le nostre proposte per il prossimo incontro. Se ci sarà una maggioranza, bene. Altrimenti bene lo stesso perché andremo a votare: e noi non abbiamo nessuna paura”, conclude Bignasca.Giovanni Jelmini critica la posizione del PLR: “Forse non hanno ancora digerito la sconfitta delle cantonali….Mi pare un atteggiamento sospetto, il loro, poiché alla prima occasione hanno deciso di abbandonare le trattative. Trattative che forse non avrebbero mai voluto cominciare”, dichiara il presidente del PPD. “Noi comunque riteniamo che discutere sia sempre utile, anche se a questo punto diventa tutto più difficile”. Poi l’affondo: “Mi pare che Gabriele Gendotti, anche nel corso delle trattative, abbia sempre avuto un atteggiamento sulla difensiva, più da ministro che da presidente di partito. E l’unico tema che interessa davvero al PLR è il pareggio di bilancio. A mio avviso un modo riduttivo di fare politica”. Infine Saverio Lurati: “Il PLR è padrone di fare ciò che vuole. Evidentemente avrebbe dovuto capire da un pezzo come si muove la Lega. E se vuole cercare delle alleanze forse deve cercare altrove”. Con il PS, chiediamo? “Non lo so, vedano loro. Per noi il tema centrale resta il lavoro, i salari e le persone che fanno fatica ad arrivare a fine mese, mentre gli sgravi non sono un tema. Si prospetta una legislatura difficile ma interessante”, chiosa il presidente socialista.AELLE

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