
È arrivata dalle colonne di Opinione Liberale la risposta del PLRT all’articolo apparso sul Mattino delle Domenica secondo cui il partito si sarebbe fatto “infinocchiare” dal direttore del DECS Manuele Bertoli. Parliamo ovviamente del credito per la sperimentazione della Scuola che verrà, approvato lo scorso 12 marzo dal Parlamento. O meglio, ad essere approvato è stato il compromesso raggiunto in extremis tra i banchi della Commissione speciale scolastica tra PLR, PPD e PS, che prevede una sperimentazione in due sedi di scuole medie del modello del DECS e in altre due del modello proposto dai liberali radicali.
Il resto, come si suol dire, è storia: l’UDC ha lanciato un (discusso) referendum, il Mattino ha tuonato contro il PLRT e Bertoli ha replicato ai referendisti. Il tutto mentre pochi giorni fa andava in scena il duello social tra l’oncologo Franco Cavalli e il presidente dell’UDC ticinese Piero Marchesi (vedi articoli suggeriti)
Secondo Opinione liberale i sostenitori del referendum ripetono “come un mantra” che occorre “stroncare sul nascere il tentativo del DECS di realizzare, tramite l’ideologico progetto La scuola che verrà, una scuola egualitaria di tipo socialista, in cui il mantra dell’”inclusività” non farebbe altro che provocare un livellamento verso il basso”.
Non è però vero, si legge, che i deputati liberali si sono fatti “infinocchiare dal furbissimo capo del Dipartimento”. Anzi, “con la doppia sperimentazione, il PLRT ha dato una vera possibilità di scelta tra due modelli”.
Il settimana le non risparmia una stoccata neppure allo stesso Manuele Bertoli, che “finge di essere arrabbiatissimo e addirittura indignato contro i promotori del referendum” mentre in realtà “è tutt’altro che scontento”.
“Il referendum, comunque vada, non potrà infatti che favorire i suoi piani. Se vince, toglierà di mezzo quella sperimentazione che (nella versione adottata) a lui non piace per nulla. In un secondo momento, con la scusa che tutti dicono che nella scuola un cambiamento è indispensabile e che si è già perso troppo tempo, potrà dire che per non perdere altro tempo l’unica è adottare il solo progetto scientifico che ha la benedizione di tutti gli esperti”.
Se il referendum dovesse essere bocciato, “il capo del Dipartimento proclamerà che “La scuola che verrà”, è ciò che il popolo vuole”.
Per cui, conclude Opinione Liberale, “chi non vuol farsi infinocchiare farà quindi bene a pensarci due volte prima di firmare il referendum udc-leghista”.
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