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Ticino
Il Plr dopo le proteste contro Cassis: "Manifestare è un diritto, le intimidazioni no"
© Ticinonews
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Redazione
6 mesi fa
Il Plrt prende posizione dopo le proteste di ieri a Bellinzona. "Non è accettabile che degli invitati siano costretti a restare chiusi in un edificio protetti da cordoni di polizia".

Non si sono registrati feriti o fermi, ma il "presidio rumoroso" organizzato ieri a Bellinzona contro la visita nella capitale ticinese del consigliere federale e direttore del Dipartimento affari esteri Ignazio Cassis ha registrato alcuni momenti di tensione, tanto che Cassis è stato scortato fino all'auto. Una manifestazione che non è passata inosservata, tanto che oggi il Partito liberale radicale ticinese prende posizione, esprimendo "il proprio profondo disappunto". In Svizzera, scrive in una nota, "manifestare è un diritto tutelato dalla Costituzione — anche in forma di presidio rumoroso — e lo rispettiamo senza ambiguità. È altrettanto diritto, però, poter partecipare serenamente a eventi pubblici: invece, molte persone — anche lontane dalla politica — non hanno potuto farlo a causa del clima creato fuori dalla sala".

"Le atrocità di Gaza vanno condannate"

Le atrocità a Gaza "sono evidenti e vanno condannate; preoccupano tutti, indipendentemente dalle opinioni politiche. Come ha ricordato il Consigliere federale Cassis, 'tutti noi soffriamo nel vedere le stesse immagini che vedono i manifestanti.' Ma proprio perché soffriamo, non possiamo accettare che il dissenso degeneri in sopraffazione, minacce o blocchi che impediscono ad altri cittadini di esercitare le proprie libertà".

"La libertà di espressione esige reciprocità"

La Svizzera, continua il Plrt, "ha spesso ricoperto un ruolo cruciale di mediatrice nei conflitti e di partner affidabile nel dialogo internazionale: un patrimonio che ci impegna a coniugare la forza delle convinzioni con la misura dei comportamenti, anche nelle piazze. La libertà di espressione esige reciprocità: chi protesta rispetta le regole, chi partecipa a un evento deve poter entrare e uscire senza timori. Non è normale né accettabile che degli invitati — tra cui persone anziane — siano costretti a rimanere chiusi in un edificio, protetti da cordoni di polizia in assetto antisommossa. Il PLRT ringrazia le forze dell’ordine per la professionalità con cui hanno impedito l’escalation, malgrado la presenza di alcuni esagitati. La fermezza dello Stato di diritto e la cultura del dialogo sono la migliore risposta a ogni tentativo di intimidazione".

"I veti non sono stati posti da Cassis"

Infine, conclude la nota, "è doveroso chiarire il contesto internazionale: i veti – anche recentissimi – al cessate il fuoco immediato al Consiglio di sicurezza dell’ONU sono posti dagli Stati Uniti. Non certamente dalla Svizzera o dal Consigliere federale Cassis".