
Non va giù al PLRT la presa di posizione della Commissione giustizia e diritti indirizzata al Comitato del Consiglio regionale della CORSI e al Consiglio del pubblico. La maggioranza della Commissione aveva deciso di segnalare a questi organi, tramite una lettera di rimostranze, un giornalista della RSI che al Quotidiano – si legge in un comunicato – “aveva espresso un commento negativo sulla rielezione a PP dei 5 Magistrati preavvisati negativamente dal Consiglio della magistratura.” Sulla lettera della commissione parlamentare mancano le firme degli esponenti del PLR.
“Proprio il giorno di Natale”
La sezione cantonale dei liberali-radicali stigmatizza pure le tempistiche delle rimostranze della Commissione: “Oltre a esercitare una pressione ingerente sul servizio pubblico, i membri della Commissione hanno anche consapevolmente scelto di segnalare il giornalista proprio il giorno di Natale. Il PLR si distanzia fermamente.”
“Delegittimare la libertà di espressione”
“I Partiti e i politici si trovano spesso confrontati con i giudizi dei media e il confronto è senz’altro essenziale per l’intero sistema democratico; tuttavia, questo genere di azioni sono tese a delegittimare la libertà di espressione – che di certo nelle puntate de Il Quotidiano non è stata abusata.”
Anche l’MPS critica la Commissione giustizia e diritti
Sulla stessa lunghezza d’onda i rappresentanti del Movimento per il socialismo. In un comunicato, l’MPS afferma che “non vi sono dubbi che si tratti di un grave atto di intimidazione nei confronti di un giornalista che ha esercitato, come suo diritto e dovere, la propria libertà di commentare avvenimenti importanti come quelli che hanno interessato il Parlamento in relazione alla nomina dei Procuratori Pubblici.”
“Alla base di questa segnalazione vi è un atteggiamento lesivo della libertà di stampa e di espressione che deve essere riconosciuta a tutte e tutti i giornalisti, indipendentemente dal fatto che le opinioni che esprimono possano essere o meno condivise.”
“L’atteggiamento della commissione parlamentare mostra una concezione del giornalismo come semplice strumento al servizio del potere politico, lì pronto a dare solo informazioni contenute nelle veline provenienti dai palazzi del potere o attenendosi alle indiscrezioni che la classe politica ritiene di dover fornire.”
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

