
Ma davvero il Ticino fa parte della Svizzera? A giudicare dal numero di nostri concittadini che lavorano nelle alte sfere dell'Amministrazione federale si direbbe proprio di no.
Il tema non è nuovo. Già numerosi parlamentari ticinesi si sono mossi per chiedere più spazio per le minoranze linguistiche sotto la cupola bernese, ultimi in ordine di tempo i consiglieri nazionali Marco Romano (PPD) e Ignazio Cassis (PLR).
Oggi il settimanale romando "L'Hebdo" porta un importante contributo al dibattito sul plurilinguismo, pubblicando in esclusiva tutte le cifre sui funzionari dei sette consiglieri federali e della cancelliera Corina Casanova.
Cifre dalle quali si evince che nelle alte sfere dell'amministrazione su 199 funzionari solo 3 sono ticinesi.
Il Dipartimento delle finanze diretto da Eveline Widmer-Schlumpf conta 38 funzionari, di cui 37 di lingua tedesca e uno di lingua francese.
Il Dipartimento di giustizia e polizia, condotto dalla presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, conta invece 23 funzionari, di cui 20 germanofoni e 3 francofoni.
Un po' più equilibrato il rapporto nel DFAE di Didier Burkhalter: su 15 alti funzionari, 9 sono di lingua tedesca e 6 di lingua francese. Di ticinesi, comunque, nessuna traccia.
Troviamo un funzionario di lingua italiana, uno solo ma è meglio che niente, nel DATEC di Doris Leuthard. Lavora a fianco di 28 germanofoni e 4 francofoni.
Niente italiano, invece, nel Dipartimento dell'Interno diretto da Alain Berset, dove su 30 funzionari 26 sono germanofoni e 4 francofoni.
Discorso analogo nel Dipartimento della difesa di Ueli Maurer, con 23 funzionari di lingua tedesca e 5 di lingua francese.
Per fortuna, diremmo, che c'è Johann Schneider-Ammann. Nel Dipartimento dell'economia, infatti, si trovano ben 2 funzionari di lingua italiana, tra cui Mauro Dell'Ambrogio, affiancati da 19 germanofoni e 3 francofoni.
L'unico romancio, infine, lo si trova nella Cancelleria federale. Insieme a lui lavorano 2 funzionari francofoni e 5 germanofoni.
In totale, quindi, su 199 alti funzionari della Confederazione solo 3 sono di lingua italiana.
Una cifra ben lontana dagli obiettivi fissati dal Consiglio federale, che prevede una quota di italofoni compresa tra il 6,5% e l'8,5%.
Maggiore è la presenza di italofoni in altri ambiti lavorativi della Confederazione, come nei servizi linguistici, dove siamo al 20%.
Ma nelle alte sfere, si può proprio dire che l'italiano non esiste.
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