
Ride bene chi ride ultimo, recita un antico detto. Le autorità tedesche hanno assicurato che prenderanno provvedimenti nei confronti di Christian R., il protagonista di quello che è stato definito uno dei casi di infrazione stradale più grave mai registrato in Svizzera che la scorsa settimana gli è valsa una condanna a 30 mesi di carcere, 12 dei quali da scontare (vedi articoli suggeriti).
Come avevamo anticipato venerdì, l'unico modo per le autorità elvetiche per perseguire l'automobilista è quello di rivolgersi direttamente alla controparte tedesca e della vicenda, ricordiamo, si erano interessati anche il consigliere di Stato Norman Gobbi e il consigliere nazionale UDC Marco Chiesa, che si era rivolto direttamente al Consiglio federale.
Non si sa ancora se l'uomo finirà in carcere, ma le autorità tedesche potrebbero effettivamente ritirargli la patente. Il pirata della strada, dalle colonne del Blick, aveva più volte minimizzato il suo gesto e si era detto poco preoccupato della sentenza svizzera. Ma, come riferisce il Corriere del Ticino, la sua sicurezza potrebbe vacillare e non poco.
Così Andreas Fritz, portavoce del circondario di Ludwigsburg: "Non appena le autorità svizzere ci informeranno formalmente del caso, prenderemo provvedimenti nei confronti del guidatore".
"Appare chiaro che il guidatore ha intenzionalmente adottato una guida pericolosa e quindi potrebbe aver commesso un reato contemplato dal Codice penale tedesco. In questi casi, oltre alla sospensione o al ritiro della patente, si potrebbe anche arrivare al sequestro della vettura utilizzata". L'automobile, però, è ancora sotto sequestro in Ticino.
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