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Il ‘Piano Cassis’ ben accolto a Bruxelles
Il ‘Piano Cassis’ ben accolto a Bruxelles
Il ‘Piano Cassis’ ben accolto a Bruxelles
Redazione
8 anni fa
La Commissione europea constata la "ferma volontà" del ministro degli esteri elvetico di progredire sui punti di contrasto ancora aperti

La Commissione europea ha reagito oggi positivamente alle proposte di Ignazio Cassis per far avanzare il dossier europeo. In linea di massima sono favorevoli anche i partiti in Svizzera, con i dovuti distinguo, ad eccezione dell'UDC. La Commissione europea constata la "ferma volontà" del ministro degli esteri elvetico di progredire sui punti di contrasto ancora aperti. Fra questi, Bruxelles cita esplicitamente il ruolo della Corte europea di giustizia in caso di vertenze e gli aiuti statali. Questi ultimi devono essere regolamentati "al fine di garantire le stesse condizioni per le nostre imprese", scrive la Commissione in una mail trasmessa ai corrispondenti dei media. Le due questioni devono, secondo l'Unione europea, essere regolate nell'ambito dell'accordo istituzionale. L'obiettivo rimane di condurre in porto i lavori entro la fine dell'anno. La Commissione europea avverte tuttavia che i negoziati non si faranno "à la carte". In una prima reazione, l'Unione democratica di centro ribadisce il suo no all'accordo quadro, che a suo avviso equivarrebbe a una sottomissione all'Ue: "Una maggioranza del governo è sempre disposta ad accettare Bruxelles come nuovo legislatore", deplora l'UDC, chiedendo una volta ancora al governo di rinunciare a questo nuovo passo "nella direzione sbagliata". Secondo l'UDC, il "trattato di sottomissione" che Consiglio federale intende concludere sarebbe la fine di una "Svizzera indipendente e autodeterminata", facendole abbandonare i numerosi vantaggi che le offre la sua posizione fuori dall'Ue. A suo avviso, per di più, questo accordo quadro "non risponde ad alcuna necessità economica e non giustifica dunque assolutamente il sacrificio della sovranità nazionale". Sull'altro fronte dello schieramento politico, il Partito socialista "saluta" invece la decisione del Consiglio federale, come pure il fatto che il governo "abbia confermato che non transigerà" sulla protezione dei lavoratori, riconoscendo la necessità di misure di lotta contro il dumping salariale. A suo avviso, è "cruciale che i negoziati giungano a buon fine il più rapidamente possibile", affinché l'accordo istituzionale possa essere concluso quest'anno ancora.

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