
Il Palacinema di Locarno ha ospitato oggi le celebrazioni del centenario del Patto di Locarno. L'evento, che ha inoltre visto delle manifestazioni a margine in sostegno della Palestina e della Sumud Flotilla, è stata l'occasione per ricordare gli importanti accordi che hanno segnato una svolta nel rapporto tra vincitori e vinti della Prima Guerra Mondiale. Ticinonews ne ha parlato con lo storico Rodolfo Huber.
L'importanza del Patto
Huber ripercorre l'importanza storica del patto: "le tensioni residue dalla Prima Guerra Mondiale, presenti soprattutto tra Francia e Germania, alla quale era stata imposta una pace a Versailles, sono state smaltite a Locarno. Ci si è trovati finalmente allo stesso tavolo per discutere, da partner, di una ricostruzione dell'Europa". La questione dei confini, tristemente d'attualità ai giorni nostri, era altrettanto pressante: "a Locarno si accettarono le frontiere tra Germania, Belgio e Francia, garantite da Inghilterra ed Italia. E vennero sottoscritti trattati di arbitrato anche con Polonia e Cecoslovacchia".
Temi d'attualità, 100 anni dopo
L'importanza del Patto è dovuta anche alla violenza del conflitto mondiale: "è stato un momento volto alla ricostruzione dell'Europa, dopo le enormi tensioni. La Prima Guerra Mondiale come la Seconda, è stata una carneficina inimmaginabile. Non ci sono stati conflitti altrettanto gravi nella storia dell'umanità". Per questo motivo, aver ritrovato la via del dialogo a Locarno è stato "veramente importante", secondo Huber. La rilevanza del patto, come dei temi della pace e della multilateralità, è tutt'oggi molto attuale: "oggi la guerra è tornata in Europa, negli anni '90 in Jugoslavia, recentemente in Ucraina. Parlare di pace e di diplomazia è un messaggio sicuramente importante".

